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  • In arrivo possibili concerti di J-Hope dei BTS?

    In arrivo possibili concerti di J-Hope dei BTS?

    Ok niente panico ma anche si

    Parrebbe che ora abbia cancellato tutto nonostante l’annuncio sia rimasto attivo per quasi un’ora.

    Secondo quanto osservato, queste sarebbero le date possibili:

    INFORMAZIONI RECUPERATE :

    Il tour HOBI negli Stati Uniti nel 2025 che PARREBBE FORSE SE DIO CI MANDA QUESTA GIOIA prevedere 9 concerti in 5 città:


    New York, Chicago, San Antonio, Oakland, Los Angeles dal 15 marzo al 4 aprile:

    13/03 – New York, New York, Barclays Center
    14/03 – New York, New York, Barclays Center
    17/03 – Chicago, IL Allstate Arena
    18/03 – Chicago, IL Allstate Arena
    26/03 – San Antonio, Texas @ Frost Bank Center
    27/03 – San Antonio, Texas, presso il Frost Bank Center
    31/03 – Oakland, California – Oakland Arena
    04/01 – Oakland, California Oakland Arena
    04/04 – Los Angeles, California BMO Stadium.

    Ovviamente, ASPETTIAMO CONFERME E AIUTO

  • PERCHE’ I BTS MERITAVANO L’ESONERO DAL SERVIZIO MILITARE

    PERCHE’ I BTS MERITAVANO L’ESONERO DAL SERVIZIO MILITARE

    (Come concesso ad altre figure)

    Buonsalve a tutti, oggi il Thè alla Lavanda lo lancerei volentieri nel cosmo ed i miei pantaloncini di Charizard li farei divorare da tutte le sue evoluzioni, partendo da Charmander.

    Vi parlo con qualche ora di sonno addosso (Army voi mi capirete ) ma con la mia facoltà mentale alla massima lucidità.

    Direi di partire subito con il titolo di questo articolo : “Perché i BTS meritavano l’esonero dal militare”.

    Non credo che servano presentazioni, parliamo del gruppo più famoso al mondo, nonché del motivo principale per cui molti di noi siano venuti a conoscenza della Corea del sud.

    Parliamo di ragazzi che hanno portato (e portano) alla Corea un numero inimmaginabile di soldi, così alto che probabilmente noi comuni mortali non potremmo entrarne in possesso neanche nella realtà virtuale di The Sims.

    Non vi parlerò di numeri, poichè il web gronda d’informazioni legate a quanti soldi portino a “mamma Korea” , ma vi parlerò di risultati sotto un altro punto di vista.

    Abbiamo di fronte 7 ragazzi che hanno fatto dell’eccezione un loro marchio di fabbrica, in quanto nei loro traguardi, siano sempre stati “i primi”.

    In tutto.

    I primi a rompere barriere musicali e culturali che NESSUNO prima di loro aveva anche solo toccato, i primi a creare letteralmente un mondo a parte, una loro cultura, un modo di pensare e di essere.

    I primi a raggiungere prime posizioni letteralmente ovunque, con esibizioni rimaste e che tutt’ora rimangono nella storia.

    I primi ad aver portato il loro paese da essere meta di nicchia a desiderio dei moltissimi.

    Perché, parliamoci chiaro, tondo e concisi : prima dei BTS la meta asiatica famosa per eccellenza era il Giappone, punto.

    Dal loro debutto in poi, con gli anni, la Corea è diventata “il sogno” e questo lo testimoniano i fedelissimi numeri, che non sbagliano mai.

    Si sono dati totalmente ed incondizionatamente al loro paese, portandolo ad essere non solo conosciuto, ma soprattutto amato. Paese che li ha fatti diventare politici e figure portanti della corea ,a proprio piacimento, ma che ha ritenuto “giusto” non concedergli l’esonero.

    PERCHE’ IL GOVERNO COREANO NON HA CONCESSO L’ESONERO AI BTS

    (Secondo il mio punto di vista)

    Ora concentriamoci invece su un altro punto focale di questa situazione.

    Il governo coreano.

    E’ mio modesto parere pensare che i BTS siano sempre stati poco apprezzati dal loro governo , che anzi, li abbiano sempre considerati “7 ragazzini che ballano e cantano con belle acconciature”, cosa che hanno sempre pensato di qualunque loro gruppo.

    Ma la situazione è cambiata quando quei 7 ragazzini hanno iniziato a portare soldi, fiumi di soldi.

    A quel punto gli occhi dei politici si sono illuminati e le loro tasche richiesto sempre di più.

    Hanno iniziato ad usare i BTS a loro piacimento, per qualunque tipo di scopo, dal più blando al più complesso.

    Quando il governo coreano lo richiedeva ,dovevano tramutarsi in “inviati” politici, quando non servivano più come vetrina, potevano continuare la loro attività di artisti che il governo stesso guardava con superficialità e dissenso.

    BTS durante il loro discorso tenuto alla Casa Bianca (2022)

    BTS durante il loro intervento alle Nazioni Unite (2018)

    BTS durante il loro intervento sempre alle Nazioni Unite (2021)

    Ma non c’è stato niente da fare, nonostante la legge creata dal governo per (a loro dire) permettere ai BTS fondamentalmente di richiedere proroghe su proroghe, non siamo riusciti ad ottenere il meritatissimo esonero.

    La spiegazione del governo a tutto ciò è la banalissima frase del : “tutti siamo uguali ed abbiamo gli stessi doveri”, certo, vero.

    Tutti siamo uguali.

    Sarebbe un perfetto spot pubblicitario se non fosse per un minuscolo dettaglio : Per il governo coreano, non sono tutti uguali.

    Ora, parliamo del piccolo (ed innocente) trafiletto che ho furbamente aggiunto sotto il titolone per mettervi la pulce nell’orecchio fino a quì : l’esonero per la corea esiste. E guardate pure un pò, esiste anche per la musica.

    Vi sorprende? non dovrebbe, dall’altronde conosciamo come funzioni la politica : “a te si,a te no”

    Esonerano gli artisti ,ma solamente quelli che piacciono a loro, ovviamente.

    Esattamente per quale oscuro motivo un calciatore, un musicista, meriterebbero l’esonero ed i BTS no?

    In quale misura quantificano questa scelta? :

    • Per i premi vinti? deduco non basterebbero 10 articoli per elencare tutti i loro premi.
    • Per la notorietà? i BTS credo siano conosciuti anche su Pandora , con gli Avatar impegnati nel weekend ad imparare la coreografia di “Idol” tra uno sterminio e l’altro.
    • Per la diffusone della cultura coreana nel mondo? Come detto ad inizio articolo, la corea del sud prima dei BTS era meta e sogni di pochi, quindi anche questo punto, si risolve in pochi attimi.

    Insomma, non c’è oggettivamente una spiegazione logica a queste scelte, e lo potete tranquillamente dedurre anche voi.

    E questo mi ha sinceramente dispiaciuta, e non solo da Army, ma da essere umano.

    Anche perchè , dal mio punto di vista , credo fosse palesissimo il fatto che si aspettassero l’esonero anche loro, così come noi.

    E questo si concerne da più e più frasi dette al temine degli ultimi concerti, nelle live, e durante il ritiro vi varie premiazioni, sia di gruppo che singole (come non citare Hobi che durante una premiazione esordì con un: “Noi 7 avremmo dovuto essere quì”)

    Detto ciò, io ho personalmente la mia teoria.

    Temo, e sottoscrivo “temo”, che i BTS non siano stati esonerati in quanto ottimi promotori (involontari) di una perfetta propaganda militare.

    A cosa mi riferisco? beh…le foto di Jin vestito da militare con un fucile in mano hanno fatto il giro del mondo.

    E’ stata addirittura creata un’app che comunica giorno dopo giorno tutti gli aggiornamenti inerenti al servizio militare di Jin, chiamata “The Camp“.

    Eh no, non è il campo dove Demi Lovato dedicava canzoni d’amore a Joe Jonas, ma un vero e proprio campo militaristico.

    Ora, lungi da me accusare o puntare il dito, ma tendo ad essere un’ottima osservatrice ed amo basarmi semplicemente su ciò che vedo, i famigerati “fatti”.

    Detto ciò, sono convinta che essendo il governo coreano così tutto d’un pezzo e pendente all’uguaglianza, in futuro, alla casa Bianca o all’Onu, ci manderanno sicuramente il calciatore o il musicista classico.

    Non certo il gruppo che ha inciso sulla cultura, musica ed economia che NON hanno voluto esonerare.

    Per quanto riguarda questo meraviglioso gruppo, queste immense persone e personalità, è solo un banalissimo stop, doloroso ed ingiusto ,ma solamente un “pre”, prima del loro ritorno, perchè amici miei, come precisato all’inizio, loro sono l’eccezione in tutto, e si distingueranno anche in questo, torneranno con nuova musica e faranno nuovamente la storia, ancora per moltissimi anni.

  • COSA LEGA ARMY E BTS?

    COSA LEGA ARMY E BTS?

    Ero partita dicendomi : “Ok Barbara, ora prenderai il tuo Thè alla Lavanda, la tua parlantina e ti parcheggerai davanti al computer cercando di spiegare in modo razionale questo rapporto”

    E così ho fatto : Lavanda, parlantina ,Computer. 

    E poi il blocco. 

    Tutte le mie buone intenzioni sono volate via su una Nimbus2000.

    “Come posso spiegare un rapporto del genere agli altri quando faccio fatica a spiegarlo a me stessa?”

    Poi però mi sono detta che vale davvero la pena cercare di raccontare questo legame e che lo devo ad ognuno di loro.

    Dunque, non perdiamoci in patatine e mini panzerotti e cominciamo!

    Come spiegare l’unione tra i BTS e gli Army? “facile!” penseranno alcuni di voi. “scontato” aggiungeranno altri. Il “classico rapporto fan/cantante” diranno i molti. Ebbene ,niente di più lontano da ciò. 
    E’ uno di quei legami unici, così particolari da diventare quasi impossibile da descrivere ed analizzare, ma noi, persone a cui gli indomiti cavalieri possono solamente dare una pacca sulla spalla, ci proveremo lo stesso quest’oggi.

    Quello che fondamentalmente ci lega è l’essere la stessa cosa, pur essendo persone differenti e in parti sparse dell’universo. Uniti anche se diversi, vicini anche se lontani (alcuni lontanissimi) frammenti della stessa vita destinati a coesistere. 

    Ok ok, so che detta così sembra molto Albus Silente che si rivolge ad Harry in una delle sue solite manfrine nella speranza di fargli capire che deve lasciarci le penne per salvare il mondo magico, ma è incredibilmente la verità. Quello che lega questi ragazzi ai loro Army è quell’amore puro, sincero e pieno di gratitudine.

    Ok, ora persino Potter mi sta guardando in modo un po’ strano, però si, fanno proprio quest’effetto ,sono serissima giuro.

    Le lacrime e la commozione accompagnano sempre i loro visi a fine concerto ,e sono sempre gli ultimi a salutare, non si schiodano dal palco neanche con la classica frase del “E’ PRONTO IN TAVOLAA”, niente, nada, loro rimangono fissi li, a guardarci innamorati.

    Durante gli stacchi pubblicitari delle trasmissioni in cui sono ospiti, spesso passano il tempo con noi. Ridiamo e scherziamo insieme, e lo fanno “semplicemente” per non farci annoiare.

    Sembra una motivazione banale, in realtà racchiude al suo interno una premura non indifferente.

    Ogni volta che parlano di noi diventano dei fratelli orgogliosi che si lanciano nell’elencare tutte le nostre qualità, non si limitano a dire “sono i nostri fan”, no.

    Loro ci lodano, spendono innumerevoli parole di orgoglio e amore, e il senso di protezione che hanno nei nostri confronti credo di non averlo mai provato neanche per il mio primo Game Boy con annesso Pokémon Rosso.

    Trattano i loro Army davvero come una famiglia, con tanto di cazziatoni inclusi. Noi siamo davvero parte fondamentale della loro vita e in egual modo e misura loro della nostra.

    Vivono delle nostre emozioni e noi viviamo delle loro. 

    Quindi, come nasce un rapporto così profondo e fuori dal comune? Nasce nell’esatto momento in cui ci si ritrova a sentire brividi anche in posti di cui neanche si conosceva l’esistenza per via di un testo o di una canzone, nel momento in cui si è preoccupati perché prendono un aereo, o nel caso del Leader RM in bicicletta, (cosa che comunque ci allarma perché il ragazzo è un pochino maldestro), nel momento in cui qualcuno di loro si ammala e ti ritrovi ad aspettare con ansia una notifica sulla loro salute che neanche un DPCM di Conte in tempo Covid, o semplicemente quando hai passato una giornata terribile e sai che avrai a disposizione tutto il catalogo dei RUN (Episodi di varietà con protagonisti i BTS) ad aspettarti.


    Insomma, un rapporto così profondo con loro può nascere anche solamente da una canzone, da una sensazione , un sorriso, uno sguardo o da qualunque cosa che possa lanciarsi a capofitto dentro il vostro cuore, spalancarlo e buttarsi dentro senza neanche farvi capire che diamine stia succedendo.

    C’è comprensione ,famiglia, altruismo e unione del vero sentimento legato all’amore.

  • LA PESSIMA FIGURA DELLE NEW JEANS

    LA PESSIMA FIGURA DELLE NEW JEANS

    Non bastavano le continue parate in onore di Min Hee Jin e il continuo sostegno durante vittorie o ritiri di premi. Le New Jeans hanno ben pensato che aprire un canale su Youtube per comunicarci la “loro richiesta” con uno stile tra il minaccioso e il vittimistico, potesse essere una buona idea. Con tanto di countdown : “entro il 25”.

    E non arrampichiamoci alle solite frasi “Sono piccole”. Tutte loro hanno un’età nella quale si riesce perfettamente a comprendere la giustizia. Ed hanno dei genitori che quando c’era da protestare sul collocamento delle figlie erano in prima linea. Manipolate o non manipolate, stanno facendo purtroppo una pessima figura. E qualcuno dovrebbe momentaneamente allontanarle dai social per il loro stesso bene.

    Non metto in dubbio che possano aver avuto ed abbiano un forte legame con questa persona che sicuramente hanno visto da sempre come punto di riferimento. E non metto neanche in dubbio che, così facendo, pensino di risultare leali. Ma queste non possono essere scuse che le portino ad idolatrare un personaggio che ha avuto così poco rispetto e cura di tante persone, inclusi i BTS. Senza i quali, non saremmo sicuramente qui a parlare di “New Jeans contro Hybe contro Min Hee Jin, perché non esisterebbe la Hybe e fino a prova contraria neanche le New Jeans.

    Non elencherò tutto ciò che è stato detto e fatto, perché vorrei che l’articolo rimanesse improntato sull’argomentazione principale, ma il loro CEO, la signorina che sussurrava agli stregoni, Min Hee Jin si è rivelata essere una persona di dubbio gusto, sia professionale che umano. Arrivare anche solo a chiedere a Sciamani e Mangiamorte di frenare in un qualche modo il percorso dei BTS per permettere alle New Jeans di splendere è una cosa raccapricciante.

    Ma la cosa che mi ha stupita e profondamente amareggiata è stata la reazione di queste ragazze. Cioè, il vostro capo andava di mago in mago facendo macumbe nel tempo libero contro coloro che SONO la Hybe, e zero? nessuna reazione? nessun dispiacere? Premiamo la signora Min per le ottime doti di Public relations? Non so eh, chiedo.

    L’unica speranza è che siano sotto un’incantesimo che tiene intrappolate le loro menti all’interno dei gioielli tenuti al collo dalla Min, altrimenti non c’è spiegazione. Non c’è niente di logico o giusto. Ammetto, non sono mai stata una grande amante della musica delle New Jeans, ma le ho sempre trovate carine e coccolose. Ora invece, esattamente come la loro amata Ceo, iniziano a darmi delle vibrazioni per nulla positive e sono adornate da quest’aurea di grande presunzione che poco tollero.

    Spero seriamente che qualcuno possa consigliarle a dovere perché così facendo, andranno completamente a distruggere la loro carriera. E questo umanamente, mi dispiacerebbe molto.

    Vi lascio quello che hanno dichiarato durante la loro live su Youtube :

    Vogliamo che Ador sia un’azienda in cui la produzione musicale e la gestione dell’azienda siano svolte da Min Heejin in qualità di CEO. Facciamo questa richiesta come percorso verso una convivenza pacifica con Hybe. Se il nostro messaggio è stato trasmesso correttamente, speriamo che Ban PD e Hybe riportino Ador al suo stato originale entro il 25. Grazie per averci ascoltato.

    A voi le opinioni

  • L’ufficio del procuratore chiude il caso di SUGA

    L’ufficio del procuratore chiude il caso di SUGA

    Non abbiamo ancora la conferma ufficiale della Hybe, ma sappiamo bene che una notizia del genere sarebbe stata bloccata sul nascere se non avesse avuto un fondo di verità.

    Così fosse, vorrebbe dire che Suga non subirà un processo e non avrà bisogno di comparire in tribunale, ma che tutto si sia risolto con una multa.

    Personalmente, stasera ho intenzione di festeggiare con sushi e Tavernello (non giudicatemi) ma rimaniamo in attesa del comunicato ufficiale della Hybe.

    Per ora non mi posso esporre ulteriormente ma…..

  • “Who” di Jimin (BTS) : Il singolo estivo per eccellenza

    “Who” di Jimin (BTS) : Il singolo estivo per eccellenza

    Buondì bella gente , è sempre la vostra sirena di quartiere che vi parla!

    Vi scrivo dalla meta delle mie vacanze estive, ovvero Bordighera City! Ero incerta inizialmente se portarmi il computer o meno, ma potevo mai passare tre settimane senza che qualcuno dei BTS reclamasse la mia attenzione andata persa con l’infermiere della struttura dove risiedo? Ovviamente no. Eh, li conoscete, so’ possessivi loro.

    LA CANZONE

    Le vibes degli anni ’80 e ’90 fanno da padrone in questo singolo, ma gli effetti vocali sulla voce di Jimin lo trascinano in un tempo molto più attuale, rendendolo a tutti gli effetti un pezzo apprezzabile su più fronti e piacevolmente versatile. La voce di Jimin è talmente particolare e piacevole da renderla perfetta per ogni stile musicale e questo è uno dei vantaggi (tra i tanti) più grandi di Jimin. Come in “Set Me Free” (mio pezzo di cuore) anche qui la sua voce viene leggermente modificata e so che non tutti abbiano apprezzato particolarmente questa cosa. Ora, io sono dell’idea che le modifiche vocali funzionino esclusivamente se vanno ad aggiungere un “qualcosa” e non a sostituirlo. In “Who” questa regola viene seguita alla perfezione.

    VIDEO

    Troviamo un Jimin che vaga cantando per le vie mentre la città viene presa d’assalto dai titani di Hercules. Tra un tornato ed una macchina che va a fuoco, rimaniamo con gli occhi a cuoricino a fissare lo schermo chiedendoci se Jimin si stia riferendo a noi quando parla di qualcuno che non ha mai in contrato ma è sempre nella sua mente. Il video è molto bello ma onestamente troppo “scuro” per i miei gusti. Una canzone con queste ritmiche l’avrei vista meglio con dei colori più sul blu o sul verde, comunque chiari, luminosi, anche se indubbiamente ha il suo fascino anche così. Probabilmente volevano che tutta la luce fosse puntata direttamente su Jimin avendone lui una riserva inesauribile. Missione perfettamente riuscita direi.

    COREOGRAFIA

    In realtà questa parte si potrebbe riassumere in :”MA QUANTO DIAMINE BALLA DIVINAMENTE ED IN MODO ASSOLUTAMENTE UNICO JIMIN ?!” , ma siccome parrebbe poco carino non approfondire tale dichiarazione, facciamo che ne parliamo nel dettaglio. La presenza scenica del nostro “Jimin universale” è impressionante. Ha una capacità innata di prendere letteralmente gli occhi di chi lo guarda e costringerli a seguirlo in ogni sua singola mossa. Riesce a trasmettere le parole con il movimento del suo corpo. Sta cantando una canzone dalle vibes tristi? si percepirà tristezza e disperazione dal suo corpo. Ne sta cantando una in cui dice che andrà a farsi un margarita sul mare? il suo corpo lo dirà e ti farà venire voglia di prenotare una settimana a Rimini! Insomma, trasmette emozioni diverse a seconda di ogni sua performance ( E lo fa anche attraverso i suoi outfit). In conclusione, la coreografia è tatuata sulla sua personalità di danzatore, e questo si percepisce in ogni movimento (fluidissimo) che fa.

    In definitiva, Jimin dei BTS rappresenta un’importante fonte di ispirazione per chi ha fatto della passione una ragione di vita, dimostrando come la combinazione di talento, passione e lavoro duro possa avere un impatto significativo non solo nell’industria musicale, ma anche nella vita di milioni di army in tutto il mondo.

  • “Come back to me” di RM è la coccola di cui avevamo bisogno

    “Come back to me” di RM è la coccola di cui avevamo bisogno

    Che dire amici Army, CHE DIRE. Quello che abbiamo vissuto stamattina durante l’ascolto dell’ultimo singolo di Nam, “Come back to me”, è stato qualcosa di davvero toccante, per molteplici differenti motivi : come tutti sappiamo, i nostri ragazzi sono (immeritatamente) a svolgere la leva militare e di conseguenza ogni piccola goccia che abbiamo a disposizione della loro musica, l’accogliamo sempre con gioia. Questa canzone è sia una coccola per noi Army che una grande consolazione per ogni persona che ha vissuto o vive uno stato d’animo simile. Insomma, riuscirebbe a toccarti l’anima anche fossi Scar ed avessi appena lasciato cadere tuo fratello da un rupe sussurrandogli :”Lunga vita al Re”.

    LA CANZONE

    Come back to me” ha delle sonorità indie/pop che già di per sè tendono a cullare la mente, ma la voce di Nam è il vero fiore all’occhiello di questo pezzo. Calda, accogliente ma decisa nella sua interpretazione. La durata della canzone ( 6:28) dona una sensazione di grande appagamento, come se si fosse appena ascoltata una storia vicina a noi, che in un qualche modo ci appartiene. Nam parla delle emozioni contrastanti delle persone che vivono la vita come una sfida, con dubbi e domande sui “doveri” e sui “ruoli” che la società impone, ma che al tempo stesso vorrebbero soddisfare.

    VIDEO

    Il video in cui vediamo un piccolo Di Caprio (scusami Nam, lo sai che sono cazzona) recitare vari ruoli (ed anche bene!) è a sfondo “teatrale”. Durante l’arco musicale avviene anche un racconto narrativo molto ben strutturato nel quale Nam fa da padrone, in un modo estremamente emotivo. Nel video affronta se stesso intrappolato in tempi e spazi differenti, soprattutto in forme differenti. Con un gioco di porte alla Monsters & Co. , si ritrova in dimensioni differenti che lo portano a vivere varie situazioni : Padre, fidanzato, figlio. Nel finale del video Nam incontra una persona che pare stia vivendo la stessa situazione di confusione, e dal quel momento in poi, ritrova la felicità ed il sorriso. Quasi un “Yet to come” legato al trovare le persone giuste con cui vivere la vita. Dal mio punto di vista questo messaggio mira molto più in alto di quello che si possa immaginare con il finale, credo che Nam si rivolga a tutti i suoi affetti, a quelli che gli hanno permesso di uscire da quel labirinto ed essere felice di andare avanti.

    IN CONCLUSIONE

    Riconfermo e sottoscrivo il termine “coccola” utilizzato inizialmente. Non trovo terminologia migliore che possa vestire meglio questa canzone. Soprattutto in questi tempi nei quali sembriamo essere costantemente in ritardo rispetto al mondo. Per quanto sia difficile, accettiamo l’idea che sia impensabile che tutti possiamo fare o strutturare la vita nelle stesso modo, semplicemente perché siamo differenti gli uni dagli altri. Sarebbe come prendere un vestito di taglia unica e pretendere che possa andare bene per tutti. Cioè, non fraintendetemi, vorrei particolarmente poter entrare in una taglia unica, ma quella è un’altra storia. Non serve rincorrere assiduamente ruoli che la società impone , ma scegliere quelli che vestono alla perfezione la nostra anima e trovare quella pace interiore che trasmette il finale del video. Altrimenti saremmo semplicemente una persona sbagliata nel posto giusto.

    Ariel

  • “MAESTRO” dei Seventeen ha centrato il punto?

    “MAESTRO” dei Seventeen ha centrato il punto?

    Buondì a tutti! Sono sempre Ariel: la vostra sirena preferita che vi scrive da uno scoglio sorseggiando Thè alla Lavanda con l’immancabile maglietta di Charizard.

    Oggi ci addentriamo nella recensione di “Maestro” dei Seventeen, un pezzo particolare che ho dovuto metabolizzare prima di recensire. Cosa che secondo me andrebbe fatta con canzoni così musicalmente strutturate. In realtà sono anche pigra, ma dettagli.

    CANZONE

    Come dicevo prima, parliamo di un pezzo molto particolare che, per essere apprezzato pienamente, va sicuramente ascoltato più di una volta. Partiamo col sottolineare quanto io sia felice della line distribution di questa canzone : Woozi canta spessissimo. Ed io ho un debole debolissimo per la sua persona.

    L’intro iniziale è bellissimo, lo avrei prolungato un pochino di più, ma davvero bello! Anche perché dopo “Maestro의 지휘에 맞춰” mi aspettavo un ritornello dove tutti i Seventeen mi prendessero a sberle dandosi il cambio, ed invece mi è arrivato un candido e sempre funzionale “Lalalalalala”, che per carità, molto carino ma poco efficace.

    Insomma, la prima parte parrebbe essere tutto un crescendo che non parte mai davvero, ma, come in un Hunger Games qualunque, il colpo di scena arriva sul finale. Nel momento in cui il sapiente THE 8 ci sventola la bacchetta in faccia entriamo all’istante in un altro mondo : si sente che nell’aria sta per succedere qualcosa di davvero, davvero, ma davvero figo.

    Neanche il tempo di pensare e si viene completamente TRAVOLTI da un drop pazzesco. Ci si ritrova in discoteca. Ma senza gente molesta che ti spinge o cocktail scadenti. Totalmente un’altra dimensione. Una sorta di discoteca aliena? O un’aperitivo alieno? Si, lo so che sembra mi sia fatta un giro mentale che neanche i funghetti di Super Mario, ma davvero, è potentissima questa parte della canzone, e quando il “lalalalala” si unisce al drop , mi rendo conto del perché non fosse stato utilizzato prima. Ed hanno fatto bene, BENISSIMO. Un plot twist eccezionale.

    COREOGRAFIA

    CHE DIRE. Riuscire a rendere ballabile una sonorità così specifica è roba tosta. Eppure i Seventeen ci riescono con uno splendido gioco di gambe. Assolutamente non scontato o semplice. Constatato come mi abbia fatta viaggiare solamente il drop, immaginate la coreografia di questa portata con a capo un Woozi lanciatissimo. Sono certa che live renderà ancora di più. Poi vabbè, loro che ballano insieme ai robot livelli altissimi.

    VIDEO

    Futuristico ma con quel tocco di classe, probabilmente dato anche da alcuni costumi. Visivamente bellissimo. Diciamo che sicuramente hanno investito molto in questo comeback. Un mix tra “Io Robot“, “Man in black” e “Alice in Borderland“. Ho amato. Tra l’altro Woozi mi è sembrato più volte Shuntarō Chishiya, altro mio grande amore.

    CONCLUSIONI

    In conclusione , la prima volta che l’ho sentita ho pensato :”Ma che cazz..” , la seconda : “Che cazz….”, la terza :”Cazzo”.

    In loop per i prossimi mesi.

  • “FRI(END)S” DI V: LE TANTE SFACCETTATURE DELL’AMORE

    “FRI(END)S” DI V: LE TANTE SFACCETTATURE DELL’AMORE

    Iniziamo questa recensione con una precisazione doverosa:

    Io. Amo. La. Sua. Voce.

    Buondì a tutte le belle anime che si addentrano nel Mikrokosmos di Korekosmo (Mi piacciono le cose semplici) , oggi parleremo, come da evidente delirio iniziale, della VOCE più bella in assoluto. Che dite? Sono di parte? Non è vero, lasciatemi stare.

    Dicevo, oggi parleremo dell’ ultimo singolo di Tae : ‘FRI(END)S

    Parliamoci chiaramente : Quanto ci siamo innamorati di questo pezzo?

    CANZONE

    La canzone è come una cioccolata calda davanti a un camino blu con fuori una bufera di neve. E dei Marshmallow. Con il cioccolato anche loro. Parliamo di una di quelle canzoni che va a racchiudere tutta una gamma di emozioni che si sviluppa perfettamente durante l’arco narrativo del pezzo. Nonostante la sua delicatezza, risulta essere molto potente ed incisiva. Ed è il bello delle canzoni di Tae : Riuscire sempre a mixare bene la la dolcezza della sua voce con quel tono profondo che riesce a dar peso alle parole che dice. D’altronde quel :”Mettiamo la “fine” alla (parola) amici” potrebbe dirmelo solamente Tae senza farmi salire l’ansia e la voglia di scappare in Messico.

    VIDEO

    L’ho amato follemente. Per me non c’è altro da aggiungere. Tae che scavalca scoglionato le persone che amoreggiano tra di loro rimarrà un mood eterno nella mia vita. Il video percorre i sogni fatti dal protagonista : Nel primo sogno lo vediamo evitare le persone innamorate mentre nel secondo sogno è lui stesso ad essere innamorato (ed il resto del mondo un po’ meno), sogno dal quale si risveglia accanto a se stesso (le cose belle della vita sempre agli altri). Ironico il fatto che questi sogni siano accumunati dalla dipartita del nostro eroe alla fine di ogni sogno. Ma sappiamo bene,ormai,che se Tae non si ammazzi in qualche modo nei video, dorma indubbiamente poco bene la notte. Di Caprio (o RI-CAPRIO per gli Army) docet.

    IN CONCLUSIONE

    In conclusione penso che nonostante la canzone non sia stata scritta da lui, sia perfettamente adatta alla sua personalità , vocalità ed espressività. Trovo che Tae sia l’assoluto Re Mida della situazione potrebbe tranquillamente mettere mani su una bottiglia Valmora e trasformarla in una meravigliosa Rocchetta.

  • «Vorrei farla finita, ma anche mangiare Tteokbokki» di Baek Sehee : Therapy Memoir consigliato da RM dei BTS

    «Vorrei farla finita, ma anche mangiare Tteokbokki» di Baek Sehee : Therapy Memoir consigliato da RM dei BTS

    Ciao a tutti! Sono Margherita, scrivo, leggo e sono un’ARMY appassionata di
    cultura e musica coreana! Come sempre ringrazio di cuore Ariel e KoreKosmo
    per avermi dato l’occasione di scrivere questo nuovo articolo!
    Sono tanti i titoli consigliati dai BTS a noi ARMY e questo in particolare di cui
    vi parlo è stato consigliato nientemeno da RM!

    [Fonte: M.C.]

    Ho iniziato a leggere «Vorrei farla finita, ma mangiare anche toppoki» di Baek
    Sehee
    (pronuncia: Pech Se-hii) pensando a quanto i ragazzi aprono il loro cuore
    a noi ARMY… e questa volta non ha fatto eccezione!
    Quel «toppoki» (romanizzato tteokbokk-i e in hangul 떡볶이) nel titolo è stata
    una scelta per rendere la pronuncia più facilitata a noi italiani ed è un piatto
    coreano a base di gnocchi di riso (categoria tteok) che, tradizione vuole, si creda
    abbiano il potere di scacciare via la depressione e ridare energia.

    [Fonte: web]

    «Vorrei farla finita, ma anche mangiare toppoki» è un therapy memoir che segue il
    percorso di terapia dell’autrice stessa e che riesce nell’intento di dare ai lettori
    qualcosa di atipico anche per lo stesso genere, perché dà la possibilità di vivere
    un’esperienza nuova, al tempo stesso sdoganando pregiudizi e falsi miti sulla
    psicoterapia.
    Baek Sehee parla della distimia (dal tedesco dysthyme e dal greco antico
    significa “avvilimento/depressione”), un disturbo dell’umore molto resistente
    che si trascina con il tempo e con cui la protagonista ha sempre convissuto.

    Fonte : Elaborato con Canva

    Il libro si alterna tra le sedute con il terapeuta, che Baek registra con minuzia,
    tra la terapia farmacologia e tra lo scoprire la sua rigidità di pensiero, la
    dipendenza affettiva e la tendenza a una visione bianca o nera del mondo, più
    pensieri brevi raccolti dall’autrice durante e dopo le sedute.

    [Fonte: elaborato con Canva]

    Posso raccontarvi che vale la pena leggerlo. Ho compreso tra le righe uno dei
    motivi per cui RM ce lo ha consigliato: tra le tante cose il libro sdogana l’idea
    che in terapia non vengono dati semplici consigli e il medico fa da tramite con i
    nostri sé più umani per raggiungere il benessere psicologico accostando la
    terapia farmacologica per ristabilire l’equilibrio fisiologico della persona.

    [Fonte: elaborato con Canva]

    Inoltre, questo Therapy Memoir vanta una traduzione di tutto rispetto nella
    nostra lingua e che mi ha subito convinto a leggerlo: è stato tradotto da Andrea
    De Benedettis
    , professore di Lingua e Letteratura coreana dell’Università di
    Napoli l’Orientale, e per me autore del meraviglioso saggio «La via del
    guerriero – Storia dei Hwarang di Silla»!

    Concludo l’articolo con la ricetta base degli gnocchi e ringrazio ancora una
    volta KoreKosmo! Borahae BTS & ARMY!
    Aspetteremo il 2025, «다시 봄날이 올 때까지»! (Finché non tornerà di nuovo
    la primavera!).

    [Fonte: web]

    RICETTA TTEOKBOKKI (per 2 persone)

    Ingredienti:
    200 g di Farina di riso glutinoso
    475 g di Acqua
    8 Acciughe secche
    2 cucchiai di Salsa di Soia
    20 g di Zucchero
    1 cucchiaio di Peperoncino in pasta (gochujang)
    1 cucchiaino di Peperoncino in scaglie (gochugaru)
    1 pezzo di Alga Kombu

    Guarnizioni:
    1 Cipollotto
    2 Uova sode
    q.b. di Semi di Sesamo

    Per preparare gli gnocchi di riso prendete una ciotola e impastate la farina di
    riso con 125 ml di acqua, fino a formare un panetto liscio che cuocerete poi al
    vapore, con il coperchio, per 1 ora. Una volta cotto l’impasto lasciate
    raffreddare completamente il panetto e poi procedete a impastarlo a mano fino a
    quando l’impasto diventerà morbido e lavorabile.
    Con l’impasto formate dei cilindretti di circa 1/2 cm di diametro e ricavate dei
    tocchetti lunghi di 4 cm di lunghezza con un taglio trasversale; metteteli da
    parte e occupatevi della salsa.
    In una padella versate l’acqua rimasta e unite le acciughe e l’alga kombu.
    Portate a ebollizione e lasciate cuocere per circa 10 minuti. Poi rimuovete l’alga
    e aggiungete la pasta di peperoncino (gochujang), il peperoncino in scaglie
    (gochugaru), la salsa di soia e lo zucchero. Mescolate finché gli ingredienti non
    sono sciolti, poi unite gli gnocchi e fate cuocere il tutto per 15 minuti.
    Quando gli gnocchi risulteranno teneri e la salsa si sarà addensata, spegnete la
    fiamma e servite in piatti da portata. Aggiungete un uovo sodo tagliato a metà
    per ogni piatto e cospargete dei semi di sesamo e del cipollotto fresco tritato:
    ora i tteokbokki sono pronti per essere gustati!

    [Fonte: web]

  • INTERVISTA ad Anna di “Persi in Corea” e Seoul Mafia : Scopriamo insieme il loro K-IPPUN HARU Shop!

    INTERVISTA ad Anna di “Persi in Corea” e Seoul Mafia : Scopriamo insieme il loro        K-IPPUN HARU Shop!

    Inutile dire quanto io sia onestamente orgogliosa di aver avuto l’opportunità di intervistare due punti di riferimento così grandi per tutti coloro che amano e conoscono la Corea! Soprattutto, nutrendo una forte simpatia e stima per queste due persone , sono felice di poter parlare del loro Shop Beauty : K-IPPUN HARU!

    Ma non perdiamoci in Kimbap e cominciamo a goderci la nostra intervista!

    • Quali sono i prodotti coreani beauty più popolari tra i vostri clienti italiani?


      I nostri clienti italiani sembrano amare particolarmente la crema solare di Beauty of Joseon. È leggerissima, non unge e non lascia quella fastidiosa traccia bianca che trovi in molte altre creme. Poi c’è il detergente Good Morning di COSRX, un altro grande best-seller. È un detergente a basso pH, super delicato e idratante, adatto davvero a tutti i tipi di pelle. La cosa bella è che ci arrivano sempre feedback positivi da chi lo prova, e questo ci fa capire quanto sia apprezzato!
    • Avete mai avuto “discussioni” legate alla scelta dei prodotti da inserire sul sito o siete sempre stati in linea con le idee?


      Sulla selezione dei prodotti, devo dire che siamo piuttosto fortunati. Non abbiamo mai avuto grossi dibattiti o disaccordi. La ragione è semplice: ci concentriamo su prodotti che sono già dei best seller in Corea. Questo ci dà una sorta di ‘sicurezza’ sulla loro qualità e sul fatto che piaceranno anche ai nostri clienti italiani. È un po’ come condividere un nostro segreto con gli altri, sapendo già che li apprezzeranno tanto quanto noi.

    • Siete indubbiamente dei punti fermi della diffusione legata alla cultura Coreana, come vi fa sentire questa cosa? vi siete mai sentiti sotto pressione?


      Parlando dell’impatto che la Corea ha avuto su di noi… è stato un viaggio incredibile. Ci occupiamo di divulgare la Corea da più di un decennio e sentiamo di aver esplorato questo mondo insieme ai nostri follower, passo dopo passo. Più che sentire la pressione, ci sentiamo ispirati dalla curiosità e dalla voglia di fare di più. È come un’avventura continua, dove c’è sempre qualcosa di nuovo e affascinante da scoprire e da condividere con gli altri.


    • Come siete arrivati a strutturare un progetto così semplice nell’idea ma complesso poi nella realizzazione? è stato un procedimento che ha richiesto molto tempo?


      L’idea di creare il nostro negozio è nata quasi per caso. Ricevevamo tantissime richieste di consigli sulla skincare e sulla bellezza coreana, e ci siamo resi conto che c’era una vera e propria curiosità e un desiderio di esplorare la K-beauty anche qui in Italia. Così abbiamo pensato: ‘Perché non diventare un punto di riferimento anche per questa passione?’. Abbiamo voluto creare non solo un negozio, ma un luogo di incontro per una community, un posto dove le persone potessero condividere le loro esperienze, i loro consigli, e la loro passione per la skincare e il mondo della bellezza coreana.
    • Avete notato un aumento dell’interesse da parte degli italiani per i prodotti coreani beauty negli ultimi anni? Quali sono le tendenze che avete osservato?


      Negli ultimi anni, abbiamo sicuramente notato un aumento dell’interesse per i prodotti di bellezza coreani qui in Italia. Credo che molto di questo possa essere attribuito alla cosiddetta K-wave, quella ondata di cultura coreana che sta conquistando il mondo. È affascinante vedere come sempre più persone si avvicinano non solo ai prodotti di bellezza, ma anche alla cultura coreana in generale. Ciò che sembra colpire di più è l’innovazione, il modo unico di comunicare e di esprimersi, e poi quel bellissimo contrasto tra tradizione e modernità che si respira in ogni aspetto della cultura coreana. È una tendenza che seguiamo con grande interesse e che ci motiva a continuare nel nostro lavoro.

    • C’è un prodotto coreano beauty in particolare che consigliereste a chi è nuovo di questo mondo?


      Per chi si avvicina per la prima volta al mondo del beauty coreano, consiglio vivamente di iniziare con le nostre protezioni solari coreane. Sono assolutamente diverse da quelle a cui siamo abituati in Italia, sia per texture che per efficacia. E poi, non posso non menzionare il siero alla bava di lumaca – è una vera e propria rivelazione! Non solo è divertente da usare per la sua consistenza unica, ma è anche incredibilmente efficace nel riparare e nutrire la barriera cutanea. È uno di quei prodotti che ti lasciano piacevolmente sorpresi e ti fanno innamorare del mondo della skincare coreana.
    • Come selezionate i prodotti coreani da includere nel vostro negozio online? Li testate voi stessi?


      La selezione dei prodotti per il nostro negozio online è un processo che prendiamo molto sul serio. Ogni prodotto che trovi sul nostro sito è stato testato personalmente da noi o da persone di nostra completa fiducia. Scegliamo prodotti in base alla tipologia di pelle e alle esigenze specifiche, ma ciò che ci dà una sicurezza in più è sapere che questi prodotti sono già bestseller in Corea. Questo significa che sono stati ampiamente testati e apprezzati da un vasto pubblico, il che ci dà la certezza di offrire solo il meglio ai nostri clienti.


    • So che Anna è tornata in Italia a vivere (congratulazioni per la piccola in arrivo!) e che Marco presto farà lo stesso, cosa vi mancherà di più della Corea?


      La Corea sarà sempre una parte fondamentale delle nostre vite, a prescindere da dove ci troveremo. Anche se io (Anna) sono tornata in Italia e Marco mi seguirà presto, crediamo che continueremo a vivere una vita itinerante tra Italia e Corea. Se dobbiamo scegliere cosa ci mancherà di più della Corea, direi senza dubbio il cibo – veramente buonissimo e totalmente diverso da quello italiano! E poi, la comodità dei negozi aperti 24 ore su 24, qualcosa che in Italia non è così comune. La Corea ha un fascino unico, e non potremo mai fare a meno di questo luogo così magico e importante per noi.


    • Domanda d’obbligo: il vostro prodotto beauty preferito dello shop?


      Per quanto riguarda i nostri prodotti preferiti dallo shop, per me (Anna) è la crema occhi alla vitamina C di Goodal. L’ho testata personalmente e i risultati sono stati incredibili sulle mie occhiaie. Per Marco, invece, il prodotto top è il siero lenitivo di Beauty of Joseon al tè verde. È un prodotto che ha un effetto calmante immediato sulla pelle, soprattutto dopo una giornata stressante o quando la pelle è particolarmente irritata. Sono prodotti che ci hanno personalmente aiutato e che amiamo consigliare ai nostri clienti.

    • Nei vostri piani futuri per lo sviluppo dell’attività, sono previsti anche negozi fisici?


      Per quanto riguarda i piani futuri, al momento ci stiamo concentrando sullo shop online. Crediamo che sia il modo migliore per raggiungere il maggior numero di persone possibili all’interno della nostra community. Tuttavia, non escludiamo l’idea di aprire negozi fisici in futuro. È qualcosa che potrebbe aggiungere un valore unico all’esperienza dei nostri clienti, dando loro la possibilità di toccare con mano e provare direttamente i prodotti. Per ora però, il nostro focus è sul consolidare e ampliare la nostra presenza online, rendendo l’esperienza di acquisto il più piacevole e semplice possibile per i nostri clienti.

    Ci tengo a ringraziare moltissimo Anna e Marco per essersi messi a disposizione di quest’intervista. La passione e l’impegno che dedicate nel diffondere la cultura coreana in Italia si percepiscono nella precisione e nell’amore con cui avete risposto a tutte le mie domande (anche quelle più particolari). Vi auguro di continuare a brillare e ad ispirare tante altre persone negli anni a venire. Siete un bellissimo esempio di due persone che hanno lottato e trasformato una passione nel loro modo di vivere e lavorare. Non vediamo l’ora di poter continuare ad acquistare i vostri fantastici prodotti e a seguire i vostri video, arricchendo le nostre vite con la loro conoscenza e passione, continuando a diffondere bellezza e cultura per moltissimi anni.

  • JUNGKOOK E LE SUE SFUMATURE CON “GOLDEN” : Un album che le racchiude tutte!

    JUNGKOOK E LE SUE SFUMATURE CON “GOLDEN” : Un album che le racchiude tutte!

    “Sono sempre Ariel: la vostra sirena preferita che vi scrive da uno scoglio sorseggiando Thè alla Lavanda con l’immancabile maglietta di Charizard

    Solitamente svegliarmi presto la mattina mi riesce facile come perdere chili con l’avvicinarsi del Natale, ma quando la sveglia suona per i comeback degli artisti K-Pop, passo la notte con gli occhi sognanti in attesa di quel suono. Lo attendo con impazienza. Soprattutto quando il comeback riguarda un componente della mia squadra del cuore : Jungkook dei BTS.

    Seven” e “3D” avevano indubbiamente scosso le acque e diviso, io stessa alcune scelte non le avevo comprese pienamente, ma c’è sempre stato un punto fisso nella mia mente: L’Album. Ho sempre avuto la convinzione che con l’arrivo di tutte le canzoni al completo avremmo avuto maggior chiarezza del processo musicale che Jungkook ha voluto applicare al suo esordio da solista. Nonostante lui non avesse intenzione di uscire con un’ Album in questo periodo e questo va detto, ha poi cercato di far coincidere le canzoni che gli sono state proposte, con i suoi gusti musicali.

    STANDING NEXT YOU

    Già dalle prime note ho capito che questo pezzo avrebbe risuonato nel mio Spotify, nella mia macchina, in casa, nella vita ancora, ancora e ancora (Forse, tutto sommato, c’è una spiegazione al fatto che io sia single). Parliamo di un brano coinvolgente in grado di catturare l’attenzione fin da subito con una melodia orecchiabile e ritmica, capace di creare un crescendo di aspettative perfettamente colmate dal ritornello. Una produzione impeccabile, con una combinazione di suoni moderni e accattivanti. L’uso intelligente di strumenti elettronici e inserimenti di elementi musicali sperimentali rende il brano unico e interessante da ascoltare. Anche più e più volte, come sto facendo io da stamattina.

    La voce di Jungkook si manifesta in tutta la sua unicità e bellezza, con un’estensione vocale dinamica che va dai toni dolci e delicati a momenti più potenti e intensi. Personalmente, amo quando, raggiungendo le note più alte, riesce comunque a controllare il suono con potenza e precisione. Della serie : “Ok, ti faccio l’acuto alto ma ti stendo come fossi un tenore”.

    “MICHAEL VIBES”

    Impossibile non parlare del “semi- elefante” nella stanza : Le “Michael Vibes“.

    Vero, viene automatico pensare a Michael Jakson in alcune movenze o nel sound che accompagna questo pezzo. Ma perché dico “semi elefante”? Trovo che Jungkook sia riuscito nella difficilissima impresa di fare un tributo che sia lontanissimo dall’imitazione in sé. Anche se può essere inevitabile notare alcune movenze o sonorità che ricordino Michael, Jungkook è riuscito a dare un tocco personale senza intaccare la propria identità artistica. E vi assicuro che non parliamo di una cosa scontata o semplice da fare. Quante persone vi vengono in mente che siano riuscite a “mettere le mani” nel mondo di Michael uscendone vincitori e non banali copie? Ecco. Quindi direi che la polemica si possa tranquillamente spegnere.Eddai.

    VIDEO

    Il video va a braccetto con la potenza musicale di questa canzone. Futuristico e onirico crea un’atmosfera misteriosa e affascinante. Nonostante non sia uscita nessuna conferma ufficiale , il web è convinto che il video abbia vari riferimento a “Romeo e Giulietta” , ed effettivamente qualcosina parrebbe esserci. Durante tutto il video, vediamo il buon JK eseguire coreografie fluide e potenti, con movimenti precisi, delicati ma al contempo stesso pieni di energia. Gli effetti visivi innovativi e l’utilizzo creativo della fotografia rendono il video ancora più accattivante. Dalle transizioni fluide alle riprese rallentate e ai cambiamenti di prospettiva, riuscendo a creare un’esperienza visiva sorprendente. Tutto ciò condito da un Jungkook con degli outfit ed un carisma eccezionale. Complessivamente, il video di “Standing Next to You” è una perfetta rappresentazione della potenza e della bellezza di questa canzone.

    GOLDEN : OPINIONI A CALDO

    Partiamo dal presupposto che il nome “Golden” non sia stato scelto a caso, noi Army sappiamo bene riferirsi al suo essere il “Golden Maknae“, ovvero, bravo in tutto. Ma proprio in tutto: Balla meravigliosamente, canta divinamente, disegna, dipinge, è bravissimo in vari sport, determinato, carismatico e sicuramente attacca i quadri in modo impeccabile. Che possiamo pretendere di più?

    • CLOSER TO YOU” (Featuring Major Lazer) : Canzone molto “morbida” e suadente, esattamente come la voce di Jungkook. Quel “Cloooseer” quasi sussurrato è poesia per le orecchie, lo stomaco, l’anima, LA VITA.

    Mi sento come se stessi fluttuando /

    C’è qualcosa nell’aria stasera

    • “YES or NOT” : Penna dell’ Ed Sheeran mondiale con tanto di chitarra (sua!) voce incantevole di JK in sottofondo ed è subito atmosfera da amore estivo, ma di quelli che ti porti nel cuore per anni.

    “Se è così, allora penso di sapere cosa sta succedendo / Ci stiamo innamorando? / Di’ sì o no, sì o no, sì o no”.

    • PLEASE DON’T CHANGE (Feat. DJ Snake) : Pezzo ritmato con una strofa crescente che si apre in un ritornello fresco ed immediato, personalmente adoro la metrica del pre- ritornello.

    Dimmi se le mie stelle si allineano e sono distante anni luce

    Farai lo stesso?

    • HATE YOU : Qui abbiamo uno splendido piano che fa da cornice alle parole scritte da Shawn Mendes in cui la voce di Jungkook prende la forma di una dolce carezza. Viene quasi voglia un po’ di avercelo un ex da odiare.

    Ti darò la colpa, per cose che non fai

    Odiarti è l’unico modo per non farti male.

    • SOMEBODY” : Traccia nella quale si sperimenta un processo robotico sulla voce di JK, che ammetto, non ho amato moltissimo. Il pezzo rimane comunque godibile e perfetto da ascoltare in macchina, effetto relax assicurato. Provare per credere.

    Sono venuto a patti
    Le cose sono cambiate
    Il mio cuore può percepirlo, non ho bisogno che tu lo spieghi”

    • TOO SAD TO DANCE” : Ahhh questo pezzo. Bello, bello, bello. Musicalmente un toccasana, il testo invece tende a farmi ricordare anche l’ex delle medie.Nel complesso : Approved!

    Ed è per questo che sono troppo triste per ballare

    E ora aspetto semplicemente vicino al telefono

    Non tornerai e avrei dovuto saperlo

    • SHOT GLASS OF TEARS” : Questa canzone trasporta l’ascoltatore letteralmente in un’ altra galassia. E’ splendida. Qualcuno mi spieghi come tatuarmi sulla pelle la voce di questo ragazzo.

    Non puoi, non puoi prendermi adesso
    Sto arrivando come una tempesta nella tua città

    In conclusione, “Golden” è un’altra dimostrazione del talento e della versatilità di Jungkook . Il suo stile eclettico, la sua presenza scenica FORMIDABILE e la sua voce potente lo rendono un buon Album, degno del nostro ” Golden Maknae” del cuore!

    Ariel

  • Take two: le promesse “anti-proiettile” dei BTS 

    Take two: le promesse “anti-proiettile” dei BTS 

    Ciao a tutti! Sono Margherita, scrivo, leggo e sono un’ARMY appassionata di musica e cultura coreana! «As always for us» ringrazio di cuore Ariel e KoreKosmos per avermi dato l’occasione di scrivere in questo nuovo articolo! Mi ci è voluto un po’, ho un po’ tergiversato e grazie a due mie amiche (고마워, 谢谢, grazie!) alla fine ce l’ho fatta a codificare lettera per lettera, carattere per carattere, vocale per vocale, i messaggi celati nel titolo di «Take Two» dei BTS

    Ora prendiamo la cover del brano e iniziamo dal coreano! Prontə?

    [Fonte cover: Youtube]

    Il titolo in coreano (hangul)

    Sotto il punto di vista coreano, il messaggio è molto interessante!

    La “T” se la dividiamo escono fuori una vocale semplice e una consonante semplice: la vocale O (hana) ㅗ sotto la consonante N(ieun) ㄴ. E ecco che abbiamo: “ON” (vi ricorda qualcosa, ARMY?). 

    [elaborato con Canva]

    La “a” se suddivisa contiene due consonanti semplici: sopra troviamo ㄱ, detta Gyeok, e seconda dei casi è letta K o G; sotto c’è la consonante Diguet ㄷ che si legge a seconda dei casi T o G. Insieme questi due caratteri, nei messaggi di testo sia coreani sia giapponesi, se ripetuti uno dopo l’altro, sono utilizzati per intendere il batticuore (rispettivamente dugeun in coreano e doki-doki in giapponese)!

    [elaborato con Canva]

    Passiamo alla “K” e ruotiamola: diventa la consonante semplice ㅈ, jiet, ed è letta come la nostra “g” di gelato. ㅈ è solitamente ripetuta due o più volte (ㅈㅈ, ㅈㅈㅈㅈ) per indicare GG, ossia “Good Game”, “buon gioco” e anche che qualcosa è finito (quindi il primo capitolo dei BTS?). 

    [elaborato con Canva]

    Ora passiamo alle “e”: troviamo prima la consonante semplice ㅁ (mieum, il cui suono è m) e sotto la consonante semplice ㄴ (Gyeok). Tra i tanti significati può anche essere per sempre e sempre

    [elaborato con Canva]

    Ora tocca all’altra “T” di two: nel formarla ci sono la vocale sempliceㅓ(eo, ò aperta), ㅏ (a), ㅗ (ó chiusa) e ㅜ (u): viste da una certa prospettiva… non sembrano movimenti delle mani? 

    [elaborato con Canva]

    È arrivato il momento della “W”: se la ruotiamo diventa la consonante semplice ㅌ, t, e se ripetuta nei messaggi significa “corri veloce”. 

    [elaborato con Canva] 

    E siamo arrivato alla “o” che riprende la consonante semplice ㅁ, m, e se ripetuta nei testi significa “yeah, yeah”. 

    [elaborato con Canva]

    Il titolo «Take two» in giapponese (hanja)

    Sotto il punto di vista giapponese il messaggio nasconde un bellissimo significato! 

    Se prendiamo la T di “Take” richiama, in carattere hanja, 七 shichi, ossia 7, secondo i numeri di base giapponesi. 

    [elaborato con Canva]

    Se prendiamo la T “two” richiama, in carattere hanja, 十 jū, ossia 10 (Ancora buon decimo anniversario BTS&ARMY!). 

    [elaborato con Canva]

    Il titolo «Take two» in cinese cantonese

    L’ultima lettera, ossia la “o” di Two nasconde il carattere del cinese cantonese 回: tra tutti i significati c’è “ritorno a casa”, “voltarsi” e “tornare indietro”. 

    [elaborato con Canva]

    Spero che questo articolo vi sia piaciuto e abbia dipanato un po’ i dubbi! Alla luce della firma del contratto e dei mesi trascorsi, potete immaginare le emozioni! Dall’uscita del brano molti anti-fan e haters hanno iniziato a spargere odio approfittando anche delle barriere linguistiche: i ragazzi ci hanno fatto quella promessa anche a voce, perché sanno che non poteva essere chiaro a tutti, ma ce lo avevano detto e chiaro tondo attraverso questo brano in tanti modi diversi! Potete prendere l’articolo e tradurlo in qualunque lingua volete, no problem (anzi, hakuna matata!)

    Infine ringrazio come sempre Ariel e vi invito ad andare a leggere il suo bellissimo articolo dedicato a «Take two» e tutto il team di MKS per avermi concesso questa opportunità: apobangpo, BTS&ARMY!