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  • In arrivo possibili concerti di J-Hope dei BTS?

    In arrivo possibili concerti di J-Hope dei BTS?

    Ok niente panico ma anche si

    Parrebbe che ora abbia cancellato tutto nonostante l’annuncio sia rimasto attivo per quasi un’ora.

    Secondo quanto osservato, queste sarebbero le date possibili:

    INFORMAZIONI RECUPERATE :

    Il tour HOBI negli Stati Uniti nel 2025 che PARREBBE FORSE SE DIO CI MANDA QUESTA GIOIA prevedere 9 concerti in 5 città:


    New York, Chicago, San Antonio, Oakland, Los Angeles dal 15 marzo al 4 aprile:

    13/03 – New York, New York, Barclays Center
    14/03 – New York, New York, Barclays Center
    17/03 – Chicago, IL Allstate Arena
    18/03 – Chicago, IL Allstate Arena
    26/03 – San Antonio, Texas @ Frost Bank Center
    27/03 – San Antonio, Texas, presso il Frost Bank Center
    31/03 – Oakland, California – Oakland Arena
    04/01 – Oakland, California Oakland Arena
    04/04 – Los Angeles, California BMO Stadium.

    Ovviamente, ASPETTIAMO CONFERME E AIUTO

  • PERCHE’ I BTS MERITAVANO L’ESONERO DAL SERVIZIO MILITARE

    PERCHE’ I BTS MERITAVANO L’ESONERO DAL SERVIZIO MILITARE

    (Come concesso ad altre figure)

    Buonsalve a tutti, oggi il Thè alla Lavanda lo lancerei volentieri nel cosmo ed i miei pantaloncini di Charizard li farei divorare da tutte le sue evoluzioni, partendo da Charmander.

    Vi parlo con qualche ora di sonno addosso (Army voi mi capirete ) ma con la mia facoltà mentale alla massima lucidità.

    Direi di partire subito con il titolo di questo articolo : “Perché i BTS meritavano l’esonero dal militare”.

    Non credo che servano presentazioni, parliamo del gruppo più famoso al mondo, nonché del motivo principale per cui molti di noi siano venuti a conoscenza della Corea del sud.

    Parliamo di ragazzi che hanno portato (e portano) alla Corea un numero inimmaginabile di soldi, così alto che probabilmente noi comuni mortali non potremmo entrarne in possesso neanche nella realtà virtuale di The Sims.

    Non vi parlerò di numeri, poichè il web gronda d’informazioni legate a quanti soldi portino a “mamma Korea” , ma vi parlerò di risultati sotto un altro punto di vista.

    Abbiamo di fronte 7 ragazzi che hanno fatto dell’eccezione un loro marchio di fabbrica, in quanto nei loro traguardi, siano sempre stati “i primi”.

    In tutto.

    I primi a rompere barriere musicali e culturali che NESSUNO prima di loro aveva anche solo toccato, i primi a creare letteralmente un mondo a parte, una loro cultura, un modo di pensare e di essere.

    I primi a raggiungere prime posizioni letteralmente ovunque, con esibizioni rimaste e che tutt’ora rimangono nella storia.

    I primi ad aver portato il loro paese da essere meta di nicchia a desiderio dei moltissimi.

    Perché, parliamoci chiaro, tondo e concisi : prima dei BTS la meta asiatica famosa per eccellenza era il Giappone, punto.

    Dal loro debutto in poi, con gli anni, la Corea è diventata “il sogno” e questo lo testimoniano i fedelissimi numeri, che non sbagliano mai.

    Si sono dati totalmente ed incondizionatamente al loro paese, portandolo ad essere non solo conosciuto, ma soprattutto amato. Paese che li ha fatti diventare politici e figure portanti della corea ,a proprio piacimento, ma che ha ritenuto “giusto” non concedergli l’esonero.

    PERCHE’ IL GOVERNO COREANO NON HA CONCESSO L’ESONERO AI BTS

    (Secondo il mio punto di vista)

    Ora concentriamoci invece su un altro punto focale di questa situazione.

    Il governo coreano.

    E’ mio modesto parere pensare che i BTS siano sempre stati poco apprezzati dal loro governo , che anzi, li abbiano sempre considerati “7 ragazzini che ballano e cantano con belle acconciature”, cosa che hanno sempre pensato di qualunque loro gruppo.

    Ma la situazione è cambiata quando quei 7 ragazzini hanno iniziato a portare soldi, fiumi di soldi.

    A quel punto gli occhi dei politici si sono illuminati e le loro tasche richiesto sempre di più.

    Hanno iniziato ad usare i BTS a loro piacimento, per qualunque tipo di scopo, dal più blando al più complesso.

    Quando il governo coreano lo richiedeva ,dovevano tramutarsi in “inviati” politici, quando non servivano più come vetrina, potevano continuare la loro attività di artisti che il governo stesso guardava con superficialità e dissenso.

    BTS durante il loro discorso tenuto alla Casa Bianca (2022)

    BTS durante il loro intervento alle Nazioni Unite (2018)

    BTS durante il loro intervento sempre alle Nazioni Unite (2021)

    Ma non c’è stato niente da fare, nonostante la legge creata dal governo per (a loro dire) permettere ai BTS fondamentalmente di richiedere proroghe su proroghe, non siamo riusciti ad ottenere il meritatissimo esonero.

    La spiegazione del governo a tutto ciò è la banalissima frase del : “tutti siamo uguali ed abbiamo gli stessi doveri”, certo, vero.

    Tutti siamo uguali.

    Sarebbe un perfetto spot pubblicitario se non fosse per un minuscolo dettaglio : Per il governo coreano, non sono tutti uguali.

    Ora, parliamo del piccolo (ed innocente) trafiletto che ho furbamente aggiunto sotto il titolone per mettervi la pulce nell’orecchio fino a quì : l’esonero per la corea esiste. E guardate pure un pò, esiste anche per la musica.

    Vi sorprende? non dovrebbe, dall’altronde conosciamo come funzioni la politica : “a te si,a te no”

    Esonerano gli artisti ,ma solamente quelli che piacciono a loro, ovviamente.

    Esattamente per quale oscuro motivo un calciatore, un musicista, meriterebbero l’esonero ed i BTS no?

    In quale misura quantificano questa scelta? :

    • Per i premi vinti? deduco non basterebbero 10 articoli per elencare tutti i loro premi.
    • Per la notorietà? i BTS credo siano conosciuti anche su Pandora , con gli Avatar impegnati nel weekend ad imparare la coreografia di “Idol” tra uno sterminio e l’altro.
    • Per la diffusone della cultura coreana nel mondo? Come detto ad inizio articolo, la corea del sud prima dei BTS era meta e sogni di pochi, quindi anche questo punto, si risolve in pochi attimi.

    Insomma, non c’è oggettivamente una spiegazione logica a queste scelte, e lo potete tranquillamente dedurre anche voi.

    E questo mi ha sinceramente dispiaciuta, e non solo da Army, ma da essere umano.

    Anche perchè , dal mio punto di vista , credo fosse palesissimo il fatto che si aspettassero l’esonero anche loro, così come noi.

    E questo si concerne da più e più frasi dette al temine degli ultimi concerti, nelle live, e durante il ritiro vi varie premiazioni, sia di gruppo che singole (come non citare Hobi che durante una premiazione esordì con un: “Noi 7 avremmo dovuto essere quì”)

    Detto ciò, io ho personalmente la mia teoria.

    Temo, e sottoscrivo “temo”, che i BTS non siano stati esonerati in quanto ottimi promotori (involontari) di una perfetta propaganda militare.

    A cosa mi riferisco? beh…le foto di Jin vestito da militare con un fucile in mano hanno fatto il giro del mondo.

    E’ stata addirittura creata un’app che comunica giorno dopo giorno tutti gli aggiornamenti inerenti al servizio militare di Jin, chiamata “The Camp“.

    Eh no, non è il campo dove Demi Lovato dedicava canzoni d’amore a Joe Jonas, ma un vero e proprio campo militaristico.

    Ora, lungi da me accusare o puntare il dito, ma tendo ad essere un’ottima osservatrice ed amo basarmi semplicemente su ciò che vedo, i famigerati “fatti”.

    Detto ciò, sono convinta che essendo il governo coreano così tutto d’un pezzo e pendente all’uguaglianza, in futuro, alla casa Bianca o all’Onu, ci manderanno sicuramente il calciatore o il musicista classico.

    Non certo il gruppo che ha inciso sulla cultura, musica ed economia che NON hanno voluto esonerare.

    Per quanto riguarda questo meraviglioso gruppo, queste immense persone e personalità, è solo un banalissimo stop, doloroso ed ingiusto ,ma solamente un “pre”, prima del loro ritorno, perchè amici miei, come precisato all’inizio, loro sono l’eccezione in tutto, e si distingueranno anche in questo, torneranno con nuova musica e faranno nuovamente la storia, ancora per moltissimi anni.

  • COSA LEGA ARMY E BTS?

    COSA LEGA ARMY E BTS?

    Ero partita dicendomi : “Ok Barbara, ora prenderai il tuo Thè alla Lavanda, la tua parlantina e ti parcheggerai davanti al computer cercando di spiegare in modo razionale questo rapporto”

    E così ho fatto : Lavanda, parlantina ,Computer. 

    E poi il blocco. 

    Tutte le mie buone intenzioni sono volate via su una Nimbus2000.

    “Come posso spiegare un rapporto del genere agli altri quando faccio fatica a spiegarlo a me stessa?”

    Poi però mi sono detta che vale davvero la pena cercare di raccontare questo legame e che lo devo ad ognuno di loro.

    Dunque, non perdiamoci in patatine e mini panzerotti e cominciamo!

    Come spiegare l’unione tra i BTS e gli Army? “facile!” penseranno alcuni di voi. “scontato” aggiungeranno altri. Il “classico rapporto fan/cantante” diranno i molti. Ebbene ,niente di più lontano da ciò. 
    E’ uno di quei legami unici, così particolari da diventare quasi impossibile da descrivere ed analizzare, ma noi, persone a cui gli indomiti cavalieri possono solamente dare una pacca sulla spalla, ci proveremo lo stesso quest’oggi.

    Quello che fondamentalmente ci lega è l’essere la stessa cosa, pur essendo persone differenti e in parti sparse dell’universo. Uniti anche se diversi, vicini anche se lontani (alcuni lontanissimi) frammenti della stessa vita destinati a coesistere. 

    Ok ok, so che detta così sembra molto Albus Silente che si rivolge ad Harry in una delle sue solite manfrine nella speranza di fargli capire che deve lasciarci le penne per salvare il mondo magico, ma è incredibilmente la verità. Quello che lega questi ragazzi ai loro Army è quell’amore puro, sincero e pieno di gratitudine.

    Ok, ora persino Potter mi sta guardando in modo un po’ strano, però si, fanno proprio quest’effetto ,sono serissima giuro.

    Le lacrime e la commozione accompagnano sempre i loro visi a fine concerto ,e sono sempre gli ultimi a salutare, non si schiodano dal palco neanche con la classica frase del “E’ PRONTO IN TAVOLAA”, niente, nada, loro rimangono fissi li, a guardarci innamorati.

    Durante gli stacchi pubblicitari delle trasmissioni in cui sono ospiti, spesso passano il tempo con noi. Ridiamo e scherziamo insieme, e lo fanno “semplicemente” per non farci annoiare.

    Sembra una motivazione banale, in realtà racchiude al suo interno una premura non indifferente.

    Ogni volta che parlano di noi diventano dei fratelli orgogliosi che si lanciano nell’elencare tutte le nostre qualità, non si limitano a dire “sono i nostri fan”, no.

    Loro ci lodano, spendono innumerevoli parole di orgoglio e amore, e il senso di protezione che hanno nei nostri confronti credo di non averlo mai provato neanche per il mio primo Game Boy con annesso Pokémon Rosso.

    Trattano i loro Army davvero come una famiglia, con tanto di cazziatoni inclusi. Noi siamo davvero parte fondamentale della loro vita e in egual modo e misura loro della nostra.

    Vivono delle nostre emozioni e noi viviamo delle loro. 

    Quindi, come nasce un rapporto così profondo e fuori dal comune? Nasce nell’esatto momento in cui ci si ritrova a sentire brividi anche in posti di cui neanche si conosceva l’esistenza per via di un testo o di una canzone, nel momento in cui si è preoccupati perché prendono un aereo, o nel caso del Leader RM in bicicletta, (cosa che comunque ci allarma perché il ragazzo è un pochino maldestro), nel momento in cui qualcuno di loro si ammala e ti ritrovi ad aspettare con ansia una notifica sulla loro salute che neanche un DPCM di Conte in tempo Covid, o semplicemente quando hai passato una giornata terribile e sai che avrai a disposizione tutto il catalogo dei RUN (Episodi di varietà con protagonisti i BTS) ad aspettarti.


    Insomma, un rapporto così profondo con loro può nascere anche solamente da una canzone, da una sensazione , un sorriso, uno sguardo o da qualunque cosa che possa lanciarsi a capofitto dentro il vostro cuore, spalancarlo e buttarsi dentro senza neanche farvi capire che diamine stia succedendo.

    C’è comprensione ,famiglia, altruismo e unione del vero sentimento legato all’amore.

  • K‑pop Demon Hunters: perché tutti (K‑pop lovers e non) lo stanno amando?

    K‑pop Demon Hunters: perché tutti (K‑pop lovers e non) lo stanno amando?

    Diciamolo chiaramente: nessuno poteva prevederlo… fino al momento nel quale abbiamo acceso lo schermo e ci siamo ritrovati immersi in questo cartone che ha fatto illuminare gli occhi pure ai non-K‑pop‑er. Ma capiamo meglio nel dettaglio.

    Ammetto: anche io, da fan, ero scettica. Principalmente perché avevo il timore di ritrovarmi davanti all’ennesima parodia del kpop e di tutto ciò che lo circonda. Il terrore di guardare un prodotto creato per amanti del kpop da gente che non conoscesse minimamente l’argomento ma che seguisse la scia. Ed invece, è stato sconvolgente avere torto.

    Ma entriamo meglio nella mia mente per capire dove voglia andare a parere con quest’articolo. Parliamo ora di Kpop Demon Hunters.

    Per i fan di K‑pop è un sogno: ritmo, coreografie, estetica super curata, e quel mix di Drama e musica che ci fa prenotare costantemente aereo verso seoul che poi puntualmente annulliamo perchè troppo poveri. E’ il nostro mondo insomma. Lo amiamo da sempre (e per sempre , ce tocca)

    Per chi di K‑pop non voleva saperne… sorpresa! Ne sono rimasti tutti affascinati!

    KPOP DEMON HUNTERS…NEL MIO DETTAGLIO.

    K‑pop Demon Hunters non è solo un contenitore di belle canzoni: è un’esperienza sensoriale, una valanga pop che ti prende a schiaffi di luce e suono (ma in modo consenziente, ovviamente)

    La colonna sonora è costruita con intelligenza: catchy, dinamica, con transizioni che sembrano cucite su misura per ogni scena. Niente è lasciato al caso, ogni beat accompagna perfettamente l’azione, potresti quasi ballarci sopra mentre combatti un demone (anzi, ti viene voglia di farlo).

    E visivamente? Un incrocio tra videoclip, anime e sogno lucido. Colori vibranti, animazioni fluide, outfit che sembrano usciti da un concept dei BTS o delle Aespa… ma più dark, più vissuti, più “ci sono passatə anche io in quell’inferno emotivo e ne sono uscito con i glitter addosso”.

    Tutto è pensato per coinvolgere, ma senza mai diventare troppo patinato o artefatto. È stiloso senza essere finto. E questa è una magia che raramente riesce, soprattutto quando si tocca il K‑pop in ambienti “esterni”.

    Unica pecca che gli ho trovato è stata nel finale: troppo frettoloso e “facile”. Le Huntrix hanno sconfitto “il male” e i Saja Boys in maniera poco “faticosa”, senza patire più di tanto questo combattimento. Insomma, ci hanno presentato Gwi-Ma come cattivissimo e così potente da necessitare che per anni e anni di generazioni venissero creati dei gruppi che potessero nutrire l’Honmoon , e poi le nostre 3 donzelle riescono a batterlo grazie al sacrificio (INGIUSTO SOFFERENTE TACCI VOSTRA MERITAVA UN FINALE MGLIORE) di Jinu? Mi è sembrato un po’ “mah”. Ma, detto ciò, questa è davvero l’unica pecca trovata in questo bellissimo cartone. (JINU DOVEVI VIVEREEE)

    Tutto molto bello, ma ho una domanda che porterà al vero nucleo di questo articolo:

    SE LE STESSE CANZONI LE AVESSE CANTATE UN GRUPPO KPOP?

    Immaginate se le stesse canzoni e scene fossero state proposte come K‑pop puro. “Ma canta troppo, è troppo perfettino, troppo coreografie…” — cavolate che puntualmente cadono quando si toglie l’etichetta “K‑pop”.

    Questo fenomeno si è rivelato così potente proprio perché le persone lo hanno visto senza il filtro “eh, è K‑pop, quindi…” — hanno aperto l’anima e la mente, e si sono lasciate travolgere. Senza pregiudizio, hanno potuto davvero apprezzare l’ora intensa che Demon Hunter offre: dal punto di vista musicale e visivo.

    Che tu sia fan sfegatata/o o scettico incallito, K-pop Demon Hunters ti chiede solo una cosa: lascia andare le etichette. E sorprendentemente, lo hanno fatto in tanti. Anche chi di K-pop non vuole sentir parlare, anche chi pensava che fosse “solo una moda”. Eppure, qualcosa è scattato.
    Perché quando si ascolta col gusto — senza filtri, senza preconcetti — si scopre che funziona. E che piace. Eccome se piace.

    Conclusione

    Kpop Demon Hunters non è solo un prodotto: è un esperimento riuscito. È un ponte tra mondi che sembravano lontani, ma che si sono trovati nel ritmo, nei colori e nell’energia.
    È quel tipo di sorpresa che non ti aspetti — e proprio per questo, funziona meglio del previsto.

  • ATEEZ: Un Concerto Indimenticabile a Milano

    ATEEZ: Un Concerto Indimenticabile a Milano

    Io davvero non so come iniziare questo articolo. Sinceramente, non so da che parte prendere la consapevolezza di ciò ho vissuto ieri sera e trasformarla in parole. Comprensibili soprattutto. Manco quand’ho scoperto che Hans fosse il cattivo di Frozen sono rimasta così scioccata.

    Se ieri sera qualcuno si fosse trovato nei paraggi dell’Unipol Arena di Milano mentre gli ATEEZ si esibivano, probabilmente avrebbe pensato ad un qualche terremoto, invasioni di alieni o attacco in massa di Mangiamorte. Il sano delirio che c’era dentro e fuori dal forum spiegava chiaramente come mai questo concerto fosse uno degli eventi più attesi del panorama K-pop, ed è stato molto più di un semplice concerto. È stata un’opera d’arte. Un musical. Un’esplosione pirotecnica. Un racconto pieno di colpi di scena

    Ma andiamo per step altrimenti qui non ne usciamo davvero più. Perchè sono rimasta così colpita da questo concerto?

    VOCI

    Una delle cose che più volte mi ha fatta alzare in piedi ad esultare a gran voce (a parte quando alla ragazza davanti a me è finalmente caduto il Lightstick che continuata ad agitare come una spada sulle nostre teste nel tentativo di eleggerci cavalieri) è stata la presenza vocale impressionante di questi ragazzi. Cioè, si sentiva perfettamente la vocalità di ognuno di loro. Certo, la voce di Jongho era indubbiamente quella più sovrastante e piena, durante “Wonderland“, ha raggiunto note così alte che ho temuto di per i soffitti dell’arena. Non contento, si è anche citato in momenti di lirismo puro, dimostrando che può far piangere con una sola nota, e che nota.

    P.S. Degna di nota era anche la voce della ragazza dietro di me che con quel : “NOOOO NON CE LA FACCIOOO PORTATEMI VIAAA” urlato ad intervalli regolari e talmente forte mi ha portata a cercare su Google in pieno concerto: “Rottura timpano sintomi”. (ipocondriaci so che voi mi capirete)

    Hongjoong, invece, ha il carisma di un generale sul campo di battaglia: la sua voce tagliente dà una forza incredibile a ogni strofa rap. Idem Mingi, la cui voce contrasta i benissimo con quella di Hongjoong. Yunho, San e Wooyoung aggiungono colori vocali così diversi ma complementari che ogni brano sembra una sinfonia. Yeosang e Seonghwa sono la ciliegiona sulla torta, hanno vocalità così particolari da diventare il tocco perfetto in ogni canzone.

    COREOGRAFIE

    E poi c’è la danza. Parliamone: gli ATEEZ ballano, e come se ballano! L’intensità delle loro coreografie trasporta lo spettatore come fosse dentro un film d’azione: passi precisi, mosse potenti ed un carisma che non ti permette di battere ciglio. Hanno la capacità di fondere coreografie complesse con scenografie particolari, trasformando ogni concerto in un’esperienza immersiva. Ogni performance è anche teatrale, un racconto visivo e musicale.

    Brani come HALA HALA e Guerrilla sono esempi lampanti di questa maestria. In HALA HALA , i movimenti sono taglienti, quasi aggressivi, perfettamente sincronizzati con la base musicale. In Guerrilla , invece, la coreografia si trasforma in una vera e propria rivoluzione sul palco, con esplosioni di energia che sembrano contagiare ogni angolo della sala.(E daje che anche Milano ha avuto il suo “BREAK THE WALE!”)

    La coordinazione tra i membri è impeccabile: ogni movimento è legato a quello successivo, creando un flusso ininterrotto. Non si tratta solo di sincronizzazione, ma di una narrazione fisica che racconta una storia diversa per ogni canzone.

    SCENOGRAFIE E CARISMA

    C’è una straordinaria cura nei dettagli: ogni coreografia è costruita per valorizzare le diverse personalità dei membri. San, ad esempio, è il maestro della drammaticità, con movimenti che sembrano esprimere emozioni allo stato puro. Yunho, con il suo corpo elastico e fluido, aggiunge un senso di leggerezza anche nelle coreografie più intense. Wooyoung è pura espressione, con movimenti così carichi di carisma che ogni passo sembra un assolo. E poi c’è Jongho, che, nonostante la sua fama di “main vocal”, non si tira mai indietro nelle performance, dimostrando di essere un ballerino potente e versatile.

    Vogliamo parlare di questa intro?

    L’USO DELLO SPAZIO: UNA PERFORMANCE A 360°

    Un altro punto forte delle scenografie degli ATEEZ è l’uso dello spazio. Non si limitano a ballare al centro del palco: si spostano, interagiscono con le passerelle, si avvicinano al pubblico e sfruttano ogni angolo disponibile. Questo crea un senso di dinamismo e rende anche il contatto con il fandom molto più concreto. Hanno salutato sempre e da varie parti del palco (bellissimo soprattutto il legame palpabile che hanno con gli Atiny).

    IN CONCLUSIONE

    Mentre il fandom lasciavano l’arena con il sorriso stampato in volto e il cuore pieno di emozioni, una cosa mi balenava in testa : Questo concerto mi ha dato la conferma del perché io ami così profondamente il K-POP. Parliamo di un genere in cui gli Idol non sono semplici cantanti o rapper, ma veri e propri artisti a 360°. Degli atleti della musica, e gli ATEEZ sono l’ennesima prova di questo. Artisti che sono in grado di rendere un concerto l’esperienza immersiva che tutti noi vorremmo trovarci davanti.

  • La Traduzione di Winter Ahead: il nuovo singolo di V e Park Hyo-shin

    La Traduzione di Winter Ahead: il nuovo singolo di V e Park Hyo-shin


    Quando l’artista diventa arte

    Brividi. Totali e paralizzanti brividi dalla prima all’ultima nota, dal primo all’ultimo frame…potevamo aspettarci qualcosa di diverso da Kim Taehyung?
    Personalmente ho imparato che questi ragazzi non smetteranno mai di sorprenderci e, ogni volta che pensiamo di aver raggiunto il limite tangibile e immaginabile di meraviglia, finiamo per renderci conto di esserci decisamente sbagliati.

    E così, dopo aver passato la notte in bianco in fremente attesa, eccoci qui, a cercare di metabolizzare l’incanto vocale e visivo al quale abbiamo assistito stamattina, desirando solo di avere degli occhi più grandi per poter ammirare ogni singola sfumatura, e un’anima abbastanza capiente per riuscire ad interiorizzare e gestire questo turbinio di emozioni…dura la vita di noi Army, eh?


    Il testo della canzone è una vera e propria coccola, vediamolo insieme! 💜

    Inverno in arrivo


    Sdraiati con me
    Accanto al fuoco
    Così possiamo
    Ripararci dalla tempesta

    C’è un inverno davanti
    È freddo e bagnato
    Siamo sempre al caldo qui dentro, uno vicino all’altra

    Viene quello che forse
    Potrebbe cambiare il cuore
    Chi lo può dire
    Se guardi nei miei occhi
    Per la luna e le stelle
    Ascoltando il suono di una chitarra
    Beh, ammetto che sarebbe carino

    Sarò con te
    Fino a quando arriva la primavera
    E il sole inizia a bruciare
    Sarò con te
    Quando il vento d’autunno ritornerà
    Non vuoi dire che resterai?

    Sdraiati con me
    Accanto al fuoco
    Così possiamo
    Ripararci dalla tempesta

    C’è un inverno davanti
    È freddo e bagnato
    Siamo sempre al caldo in Paradiso,
    In Paradiso

    Starò con te
    Fino a quando la primavera ritorna
    E l’estate inizia a bruciare
    E sarò con te
    Quando l’autunno ritorna
    Quando tutte le stagioni ritornano

    Viene quello che forse
    Potrebbe cambiare il cuore
    Chi lo può dire
    Se mi guardi negli occhi
    Per la verità nel mio cuore
    Da un mondo lontano
    Realizzerai dove puoi trovare

    Il Paradiso

    (Grazie alla nostra Aurora per la traduzione!)


    Come sopravvivere a tutto ciò?
    Lasciandosi trasportare dalla voce unica e avvolgente di Taehyung, dalle note dette, ma soprattutto da quelle non dette, da quel battito del cuore iniziale, dal rumore dei suoi passi, dai suoni soffusi, dai sospiri e dalle vibrazioni che impreziosiscono la melodia jazz che ci accompagna, ennesima prova di quanto questo sia, senza dubbio, il suo elemento, dai giochi di luci ed ombre, dall’atmosfera onirica e suggestiva che mescola il sogno alla realtà, dagli sguardi tanto profondi da non vederne la fine.
    La voce calda e vellutata di Hyo-shin è stata una piacevole scoperta e, con il suo timbro deciso e penetrante, è riuscita a sposarsi alla perfezione con quella di Taehyung, creando una sintonia paradisiaca.

    (No, ma quanto sono adorabili?)

    Riusciremo a smettere di ascoltarla e a focalizzare la nostra attenzione su altro, o possiamo dire di aver trovato il nostro Paradiso?
    Mentre ci penso, nel dubbio, la faccio partire ancora…alla prossima traduzione!

    Borahae 💜


  • Intervista a Seoul Mafia: dal brand Oksu al burro struccante “Così Mi Sciolgo”, un gesto d’amore per la pelle (e un tocco di design per il bagno)

    Intervista a Seoul Mafia: dal brand Oksu al burro struccante “Così Mi Sciolgo”, un gesto d’amore per la pelle (e un tocco di design per il bagno)

    Iniziamo questo articolo con una specifica chiara,limpida e luminosa come i vari Patronus che Harry lancia invano durante i suoi anni a Hogwarts: Se non ami Marco, non possiamo essere amici.

    Sto parlando di Seoul Mafia,del nostro ambasciatore italiano ufficiale,dell’attraversatore di ponti per eccellenza.Tra vlog di vita quotidiana ed un’abilità soprannaturale nel farsi amare da mamme coreane,idol e da tuo zio che guarda YouTube,è diventato il ponte perfetto tra il nostro Bel Paese e la nostra amata Corea. Pensavate forse che la sua avventura non potesse diventare più interessante di così? Ed eccolo pronto a presentarci “Oksu“,il suo brand di Skincare.

    Oksu non è solo un brand, ma una dichiarazione d’intenti: semplicità che funziona, estetica che parla, ma soprattutto cuore. In questa intervista, scopriamo come tutto sia nato, dai dubbi iniziali alla prima confezione, passando per momenti del “mollo tutto e divento un modello” alla consapevolezza che l’arrendersi non faccia parte di Marco.

    1) Oksu: un nome che sembra già una coccola per la pelle. Qual è la storia dietro
    questa scelta? È stato un colpo di fulmine o c’erano altri contendenti in lista?

    “Il nome è un omaggio a tutte le persone che mi hanno sopportato in questi anni, che io chiamo le mie pannocchiette. Oksusu in coreano vuol dire “pannocchia” e ho accorciato la parola in modo da farla diventare appunto una pannocchietta.”

    2) Partiamo da una certezza assoluta: La tua personalità è ciò che rende ogni cosa
    che fai interessante. Hai la capacità di catturare l’attenzione anche solo parlando di
    tappini per le sedie , quindi la domanda sorge spontanea : Qual è, secondo te, il tuo
    dono? Quello che ti distingue?

    “Ho sempre usato l’autoironia come arma di difesa per affrontare tutto il bullismo che ho subito, soprattutto nel periodo delle scuole superiori. È diventato così per me naturale non prendermi troppo sul serio e questo da anche spazio al bambino dentro di me che forse non ha vissuto la sua infanzia come voleva di uscire fuori e sfogarsi un po’. Si, faccio terapia da anni.”

    3) Il primo prodotto del tuo brand è un burro struccante a dir poco eccezionale, a parte
    il promettere di rimuovere anche i peccati più profondi, dal punto di vista
    ergonomico è il perfetto connubio di comodità e igiene. Ti va di raccontarci come sia
    nato questo prodotto?

    “Nel mio caso, sono una persona che ama la skincare ma che odia struccarsi. È l’unica parte che non mi soddisfa del processo e volevo creare un prodotto che mi facesse venire voglia di struccarmi. Ho cercato così un packaging che non avesse bisogno di quella maledetta spatola che perdevo sempre, che fosse facile da applicare e che mi coccolasse con il suo profumo, oltre a sciogliere tutto il trucco in pochi secondi. “

    4) Ammettilo: da quanto tempo stavi covando questo progetto ? E quanti ponti hai
    dovuto attraversare prima di vedere il tuo sogno diventare realtà?

    “La realtà è che “Così Mi Sciolgo” è il risultato di due anni di ricerca e 6 diversi laboratori di skincare tra italiani e coreani. Sono l’unico fondatore e investitore del mio brand e questo mi ha permesso di prendermi i tempi di cui avevo bisogno per creare ogni singolo prodotto esattamente come volevo fosse creato, ma ha anche allungato di molto i tempi. Quando ho capito che il prodotto perfetto potevo crearlo solo in Corea, sono cominciati una serie di problemi che solo chi importa farmaci o prodotti di makeup e skincare può capire. L’Europa è infatti il paese di gran lunga più rigido per quanto riguarda l’importazione dei cosmetici e questo è un bene per chi vive li ma un inferno per noi. Aggiungici spedizione, magazzini, dogane e una marea di documenti e diciamo che ho imparato tanto in questi anni.”

    5) Svelaci un dietro le quinte: c’è stato un momento in cui hai pensato di mollare tutto?
    E cosa ti ha spinto a proseguire?

    “Come dicevo, è molto difficile importare prodotti in europa e il mio brand è molto esigente. Una brutta combinazione. Creare una formula performante, vegana, adatta alle pelli più sensibili, con profumi ipoallergenici, un bel packaging e che non avesse un prezzo esorbitante è stata una sfida non indifferente. Ma creare i miei prodotti è per me un sogno e non so se si era capito ma io ai sogni non rinuncio molto facilmente.”

    6) Dietro ogni grande brand c’è una grande visione: qual è il messaggio che vuoi
    trasmettere con Oksu?

    Oksu è un brand che vuole portare la gioia e la voglia di fare skincare. L’importanza di avere un momento per se stessi in questa società caotica e veloce è per me di primaria importanza al momento. Il mio obiettivo finale è però quello di cercare di cambiare un pochino le cose anche in Corea. Oksu infatti è venduto anche qui e vuole dare un forte messaggio di inclusività, soprattutto della comunità LGBTQ+ che qui non ha ancora neanche i diritti basici di un essere umano.”

    7) Se dovessi paragonare Oksu ad una serie Tv, quale sarebbe e perche?

    FRIENDS” Senza alcun dubbio. La Corea mi ha permesso di incontrare persone di diverse culture, etnie, orientamenti sessuali e religioni. E tante di queste persone sono rimaste con me negli anni e mi hanno aiutato tantissimo sia a livello pratico, sia a diventare la persona che sono. Sono diventati la mia vera e propria famiglia coreana e senza di loro Oksu non sarebbe realtà. Tanti di loro mi hanno anche aiutato nello shooting promozionale ed è stato bellissimo lavorare con i propri migliori amici!”

    8) Piccolo giochino : Se dovessi descrivere il tuo brand con aggettivi che non siano
    “rivoluzionario”, “innovativo” o “naturale”, quali sarebbero e perché?

    “Libero. La bellezza di essere liberi e fregarsene di quello che pensano gli altri usando un prodotto che magari per alcuni può essere considerato infantile. Oksu esce dagli schemi e non per forza deve piacere a tutti, e va bene così.”

    9) Qual è stato il complimento più bello che hai ricevuto finora per Oksu? E la critica
    che ti ha fatto riflettere di più?

    “Per ora ho solo ricevuto complimenti dalle persone quindi sinceramente non saprei, dobbiamo aspettare che la gente lo provi. È un primo lancio e di certo non mi aspetto solo complimenti, anzi le critiche mi serviranno per diventare un CEO sempre migliore e creare prodotti sempre migliori. L’unica cosa che posso predire al momento è solo il fatto che la gente potrebbe usare troppo prodotto e finirlo presto. In quel tipo di pack infatti ci stanno “solo” 50ml di prodotto e bisogna stare attenti a non abusarne, anche perché non serve. Leggete bene le istruzioni e ricordatevi che il prodotto va usato quasi come fosse un sapone detergente. Si attiva con l’acqua quindi se vedete che qualcosa non si rimuove aspettate di sciacquarlo prima e non usate troppo prodotto 🙂 “

    10) Lancia uno spoiler: cosa possiamo aspettarci in futuro da Oksu? C’è già qualcosa di nuovo in lavorazione?

    “Abbiamo già un nuovo lancio che è già pronto per andare in produzione e uno al quale stiamo lavorando al momento. Vi dico solo che il prossimo prodotto sarà finalmente giallo pannocchia oltre che estremamente performante e innovativo. Non voglio comunque travolgere al momento il pubblico con troppi lanci tutti insieme, sia perché preferisco concentrarmi su pochi prodotti ma buoni, ma anche per evitare un eccessivo consumismo. È un periodo difficile soprattutto in Italia ed è giusto che ognuno abbia il tempo di conservare i propri risparmi e usarli in pochi prodotti ma buoni.”

    C’è una lezione che Oksu ci regala e che dovremmo appuntare nel cuore: dietro ogni grande sogno ci sono attimi di incertezza, montagne da scalare e, spesso, il coraggio di essere liberi. Non è solo un burro struccante, ma un vero e proprio invito a dirci “prenditi cura di te stesso, amati e abbi il coraggio di respirare la libertà”. Un gesto di dolcezza per la pelle e, perché no, anche per l’anima. Un grazie speciale a Marco per aver avuto la pazienza e la disponibilità di rispondere a tutte le mie domande!

    Sono certa che Oksu avrà tante storie da raccontarci e prodotti da farci amare. Prepariamoci a nuovi lanci, nuove emozioni e, magari, a riscoprire che anche il semplice gesto di lavarsi il viso possa essere un passo in più verso l’amare noi stessi.

  • La Traduzione di Running Wild: la nuova canzone di JIN dei BTS

    La Traduzione di Running Wild: la nuova canzone di JIN dei BTS

    Non siamo mai stati così felici di correre


    Armyyyyyyy!! (L’avete letto con la voce di Jin, giusto?)
    Eccoci qui, 15 novembre 2024, a sorridere e piangere insieme per aver raggiunto questo traguardo: l’uscita del primo album solista del nostro adorato Jin.

    L’abbiamo immaginato, l’abbiamo sognato, l’abbiamo atteso, curiosi e impazienti, mentre dalla caserma inviava messaggi di supporto e sosteneva gli altri membri che, in sua assenza, portavano avanti il loro debutto solista…ed ora è finalmente giunto il momento del fratello maggiore di casa Bangtan!



    Dopo l’uscita di I’ll be There, Jin ci regala un nuovo video ufficiale, e se nel primo saltavamo di gioia e festeggiavamo, qui preparate i fazzoletti perchè è impossibile non commuoversi.
    In “Running Wild”, infatti, troviamo Jin al cinema, intento ad osservare una pellicola che lo vede vivere a pieno il suo ultimo giorno sulla Terra, dato che il mondo sembra stare per finire, insieme al suo compagno di avventure, colui che ama di più e che lo ha accompagnato in tanti bei momenti della sua vita…il suo cagnolino (una metafora di noi Army…e, diciamocelo, lo seguiremmo sempre e comunque, anche sotto una pioggia di meteore).



    Scopriamo insieme la traduzione di questa splendida traccia, che riuscirà a riempirvi l’anima e, allo stesso tempo, a farvi sentire leggeri più che mai.


    Correndo all’impazzata*
    (*che potremmo intendere come selvaggiamente, liberamente…una di quelle corse in cui il cuore ti batte forte e vorresti solo alzare le braccia e farle librare in aria)

    C’è una maniera

    C’è una maniera per cui possiamo volare di nuovo

    Ricorda  come ci amavano prima

    Vivendo come se non avessimo una fine

    Stiamo fuori tutta la notte

    Fuori fino a quando non vediamo il sole

    Ricorda come facevamo un tempo

    Possiamo perdere L’ultimo treno per casa

    Non lasciare che il nostro amore diventi freddo

    Quando siamo ancora qui

    Possiamo riaccenderlo ancora una volta

    TI porterò lì

    Correremo all’impazzata

    Amando fino a quando il sole è fuori

    Correndo come se non ci rimanesse altro

    Fino al nostro ultimo respiro

    Correremo all’impazzata

    Correremo all’impazzata

    Amando come se fosse fatto per noi

    Correndo fino a quando non ci rimane nulla

    Fino al nostro ultimo respiro

    Correremo all’impazzata

    Non scordare

    Non scordare il tempo che abbiamo condiviso

    Tutti i posti in cui eravamo soliti andare

    Vivendo come se governassimo il mondo

    Non lasciare che il nostro amore diventi freddo

    Quando siamo ancora qui

    Possiamo riaccenderlo ancora una volta

    TI porterò lì

    Correremo all’impazzata

    Amando fino a quando il sole è fuori

    Correndo come se non ci rimanesse altro

    Fino al nostro ultimo respiro

    Correremo all’impazzata

    Correremo all’impazzata

    Amando come se fosse fatto per noi

    Correndo fino a quando non ci rimane nulla

    Fino al nostro ultimo respiro

    Correremo all’impazzata

    (Grazie alla nostra Aurora per la traduzione!)


    E con la voce di Jin che risuona ancora dappertutto, nonostante la canzone sia finita, gli occhi lucidi e il cuore pieno, vi auguro un buon ascolto! Godiamoci questo album meraviglioso, perchè i nostri ragazzi non sbagliano un colpo! A presto!

    Borahae 💜

  • A journey to the infinity: Yoo Youngkuk a Venezia

    A journey to the infinity: Yoo Youngkuk a Venezia

    La prima mostra europea dedicata all’artista coreano

    “Studierò pittura fino a sessant’anni, e poi dipingerò quello che voglio”



    Yoo Youngkuk, pioniere dell’astrattismo moderno, nasce a Uljin (Corea del sud), nel 1916. Noto anche come “il pittore delle montagne“, per aver fatto di questo elemento naturale uno dei suoi punti di forza, fu un vero e proprio precursore per lo sviluppo dell’arte moderna in Corea. Un artista molto apprezzato da Namjoon, nel corso degli anni è andato spesso a vedere mostre che esponevano i suoi lavori.

    “Le montagne sono dentro di me” Namjoon, 9 giugno 2022

    “Serenità” Namjoon, 5 maggio 2022

    “Hobby” Namjoon, 26 luglio 2021

    La Yoo Youngkuk Art Fondation, ha presentato le opere del pittore coreano Yoo Youngkuk a Venezia, presso la Fondazione Querini, dal 20 aprile al 24 novembre 2024.

    E’ la prima esposizione personale dell’artista in Europa e la più importante realizzata sui suoi lavori, al di fuori della Corea. Le sale ci mostrano trenta dipinti ad olio e venti stampe su rame, oltre ad una serie di fotografie che raffigurano l’evoluzione dell’artista.

    “In una montagna c’è tutto. Il triangolo della vetta, le curve delle creste, le sezioni trasversali delle prospettive, i molteplici colori” – Yoo Youngkuk.

    Yoo fu un esponente della prima generazione di artisti coreani moderni, specializzandosi in una sorprendente varietà di forme e colori vivaci, volti a rappresentare una natura in costante mutamento.

    Dalle trascrizioni presenti alla mostra:

    “Riconosciuto come il primo pittore astrattista in Corea, Yoo Youngkuk (1916-2002) nasce nel remoto villaggio di Uljin nel 1916, quando la Corea è sotto il dominio coloniale giapponese. Dopo aver sviluppato un precoce interesse per l’arte, studia pittura occidentale a Tokyo negli anni ‘30 e ‘40. Durante il suo studio, rimane colpito dal fascino della pittura astrattista che va oltre l’idea che dipingere sia solo una “tecnica di rappresentazione”.

    Sposa la filosofia di Piet Mondrian, ritenendo che la pittura non fosse né una fantasia raffigurante storie immaginarie, né un’illusione che riproduce l’aspetto superficiale degli oggetti, ma piuttosto un linguaggio visivo per esprimere la vera essenza della natura e dell’universo. Sintetizzando, una volta disse mi piacque l’astrattismo poiché non aveva parole. Forse l’astrattismo gli è servito come chiave di lettura per interpretare l’era tumultuosa in cui si è trovato a vivere, offrendo chiarezza in mezzo al caos.”

    “Dopo la scuola d’arte, a Yoo Youngkuk non fu possibile proseguire subito la propria carriera artistica a causa della Guerra del Pacifico (1941-45) e della Guerra di Corea (1950-53). Non dipinse per più di dieci anni, guadagnandosi la vita come pescatore, e in seguito commerciando il proprio liquore. Quando finalmente poté riprendere a dipingere nel 1955, Yoo lavorò febbrilmente per i successivi vent’anni, producendo alcuni tra i più bei dipinti della sua vita.

    Partendo dal rigido astrattismo di Mondrian, si avvicinò gradualmente ai concetti orientali del mondo naturale, aspirando a diventare un tutt’uno con la natura, nella sua contemplazione. Si immerse soprattutto nella bellezza mistica di Uljin, la sua città natale, con le sue alture e i suoi fondali, con l’obiettivo di esprimere l’essenza sublime dei suoi maestosi panorami con il solo utilizzo degli elementi basici della pittura. Questa mostra si concentra sul periodo d’oro della carriera di Yoo Youngkuk, durante il quale sviluppò le peculiarità del suo stile e produsse molte delle sue opere migliori.”

    Per l’occasione, uno dei quadri appartenente alla collezione di Namjoon, è stato esposto…e noi non potevamo proprio perderci l’occasione di fare un po’ di Namjooning e andare a vederlo! Si tratta di “Work”, un dipinto del 1968.

    Il quadro appare più volte nei video che abbiamo di Namjoon, così come nel suo profilo Instagram. Qui lo vediamo nel Vlog “Rm All Day” del 2022.

    E’ stato incredibile poter ammirare una piccola parte del nostro adorato Namjoon, ce l’ha fatto sentire un po’ più vicino, quasi tangibile… e l’effetto Bangtan ha colpito ancora!

    Il guardiano della sala, notando il nostro entusiasmo, ci ha chiesto, sorpreso, come conoscessimo il pittore. Non so quanto ci brillassero gli occhi in quel momento, l’orgoglio Army non si può spiegare…

    Alla prossima avventura!

  • La Traduzione di I’ll Be There: scopriamo la nuova canzone di JIN dei BTS

    La Traduzione di I’ll Be There: scopriamo la nuova canzone di JIN dei BTS

    Quando avrai bisogno di qualcuno su cui appoggiarti, io sarò lì per te


    I’ll Be There
    , primo singolo estratto dall’album solista “Happy” di Jin dei BTS, in uscita il 15 novembre, ci ha letteralmente abbracciato questa mattina, portando con sé una fresca e travolgente ventata di energia positiva.
    La splendida voce ci Jin arriva al momento giusto per coccolarci, calata in un’atmosfera decisamente frizzante, o meglio, al gusto di Soda, come lui stesso ci ha suggerito qualche giorno fa.



    Scopriamo insieme la traduzione di questa canzone, destinata a perdersi nel labirinto dei nostri cuori, insieme a tutti i successi che questi ragazzi meravigliosi ci stanno donando.


    Io ci sarò

    “Blu urlate forte
    Per il rosso, seguilo come se stessi cantando
    (A partire da 7 secondi)
    Persone che vivono in un mondo frenetico
    In un mondo difficile come si vive
    Oh oh oh (oh oh oh)
    Oh oh oh (oh oh oh
    Dare di più che meno
    Vivo per questo
    Io non cambio sarò qui per voi
    Oh oh oh
    Qui per voi
    Oh oh oh
    Te lo dico con questa canzone
    Ti giuro che sarò qui per sempre per cantare per te
    Cantare per te
    Oh oh oh
    Sarò qui per te
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Saro qui per te
    Devi solo sorridere.
    Che tutti lo sentano.
    Sorridi e fa che tutti siano felici
    Oh oh oh (oh oh oh)
    Non importa il tempo
    Non importa il posto
    Più speciale di quello che non è speciale.
    Sarò qui per sempre
    Io non cambio sarò qui per te
    Te lo dico con questa canzone
    Giuro che canterò per sempre per te
    Cantare per te
    Sarò qui per te
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Saro qui per te
    Quando si piange
    Quando ti senti solo
    Quando vuoi aspettarti
    Sarò qui per te
    (1,2,3,4!)
    Sarò qui per sempre
    Io non cambio sarò qui per te
    Qui per te
    Oh oh oh
    Te lo dico con questa canzone
    Giuro che canterò per sempre per te
    Cantare per te
    Sarò qui per te
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Ooh Ooh Ooh ooh
    Saro qui per te”

    (Grazie alla nostra Aurora per la traduzione!)



    Continuando a chiederci se davvero meritiamo tutto l’amore che stiamo ricevendo, non ci resta che ascoltare e condividere la loro musica…perché anche noi saremo sempre qui per loro!

    Borahae 💜


  • Gli Ateez in tour in Italia

    Gli Ateez in tour in Italia

    Informazioni e consigli per non perdersi il concerto!


    Attenzione! Mantenere la calma, questa non è un’esercitazione!
    Dopo l’annuncio del nuovo tour mondiale e l’aver promesso delle date europee, è finalmente arrivata la conferma che anche l’Italia sarà presente fra le tappe del tour.
    E no, non state sognando!



    Cosa potete fare dopo aver gridato e saltato per tutta casa?
    Prima di tutto, segnarvi luogo, data e seguirci per tutti i consigli e le informazioni utili!

    Il concerto si svolgerà il 20 gennaio 2025 all’Unipol Forum di Milano.

    Come potrete acquistare i biglietti? Ci saranno tre modalità di acquisto:

    Prevendita tramite membership

    Dalle ore 10:00 dell’ 8 ottobre, sarà possibile acquistare la prevendita tramite la membership, che potete procurarvi sulla piattaforma ufficiale degli Ateez, TOKTOQ, al costo di 10€ circa (durata membership 12 mesi):

    https://ateez.kqent.com/

    Sarà possibile acquistare fino a quattro biglietti, ma attenzione! Oltre al possesso della membership, è richiesta la compilazione del survey, da fare entro il 3 ottobre.
    Concluso il sondaggio, riceverete un codice all’indirizzo email che avete usato per registrarvi, che fungerà da ID per TOKTOQ e che andrà inserito prima di acquistare i biglietti tramite vendita membership.

    https://ateez.kqent.com/surveys/66f290811f83060a7491101c?fbclid=PAZXh0bgNhZW0CMTEAAaYccW1HzYI7A60R3GpSYJSRiPV_q1ybgBD-FXX1pKCUmIVfwjKORRcqPXg_aem_VEwJ4cRF05r3XYjDx1C4Tg

    Prevendita tramite pre-registrazione su TicketOne

    Dalle ore 10:00 del 09 ottobre fino alle ore 9:59 dell’11 ottobre, sarà possibile acquistare la prevendita sul sito TicketOne.it, previa registrazione. Anche in questo caso, si riceve via email un codice da inserire prima dell’acquisto. Ticketone ci tiene a precisare che accedere a questo tipo di prevendita non garantisce di acquistare i biglietti, che saranno in numero limitato.

    https://www.ticketone.it/artist/ateez/?affiliate=ITW

    Prevendita generale

    Dalle ore 10:00 dell’11 ottobre, sarà possibile acquistare i biglietti della vendita generale sul sito TicketOne.it (potrà accedere chiunque, non è necessario avere la membership).

    https://www.ticketone.it/?affiliate=ITW



    Abbiamo una decina di giorni per prepararci psicologicamente ad un gennaio col botto! Non ci resta che augurare felici Hunger Games a tutti voi! Possa la fortuna essere sempre a vostro favore!

    Restate sintonizzati, vi aggiorneremo di tutte le novità!



  • NewJeans e il CEO di ADOR: Aggiornamenti e Controversie

    NewJeans e il CEO di ADOR: Aggiornamenti e Controversie

    Cominciamo questo martedì con una notizia che, diciamoci la verità, ci aspettavamo un po’ tutti.

    Il 23 settembre, i membri delle NewJeans hanno tenuto un incontro di emergenza con il CEO di ADOR, Kim Joo Yeon, al quale hanno partecipato anche i loro genitori (finalmente aggiungerei).

    Cercare di far rinsavire le ragazze e distruggere l’amuleto che tenesse imprigionate le loro volontà è parsa fin da subito la soluzione più logica.

    Ma ahimè, parrebbe non aver portato risultati.

    Nonostante l’incontro sia avvenuto (secondo Ilgan Sports) ben 12 giorni dopo la live della perdizione, quindi con una possibile riflessione delle ragazze, nulla sembra essere cambiato.

    Le New Jeans hanno espresso le loro preoccupazioni riguardo al trattamento di Min Hee Jin da parte di HYBE e alle questioni di gestione del gruppo.

    La loro richiesta rimane sempre e solo una: “Il reintegro della loro musa Min Hee Jin.

    Ma, il CEO Kim Joo Young è rimasto fedele alle politiche e alla posizione aziendale di ADOR.

    Penso proprio che questa fosse l’ultima mossa della Hybe per cercare un compromesso con queste ragazze e mi dispiace pensare che nessuno riesca a farle rinsavire.

    Rimango dell’idea che siano accecate, oltre che da un pessimo essere umano che le sta portando alla deriva con lei, anche da un senso di onnipotenza che non sta permettendo loro di percepire e vivere la situazione realmente com’è. Non possono permettersi di “ricattare” un pilastro come la Hybe. Oggettivamente parlando. Ed è folle il fatto che loro pensino di poterlo fare. Capite quello che voglio dire? Non c’è proprio lucidità in azioni del genere.

    Sarebbe come se, una volta assunta ipoteticamente dalla Samsung, mi venisse assegnato un superiore con il quale svolgere tutto il periodo formativo, instaurando con lui anche un rapporto di fiducia. Ed una volta licenziato questo collega , io iniziassi una protesta per farlo riassumere, minacciando l’azienda di dimettermi e imponendo anche una scadenza.

    Ovviamente si tratta di un esempio, non direi mai di “si” alla Samsung se prima non fornisse pubblicamente le scuse a Suga per la foto rimossa)

    Comunque, capite quanto possa anche solo lontanamente risultare ridicola una cosa del genere?

    Detto ciò, continuerò a sperare in una loro illuminazione talmente potente da poter finalmente vedere in Min Hee Jin la villan che è sempre stata.