Salve a tutti mi presento!!
Io sono Claudia, fiorentina doc e fan sfegatata di tutto ciò che sia Coreano, ormai da diversi anni.
Oggi sono qui per raccontarvi questa incredibile esperienza che, grazie alla mia scuola di coreano, sono riuscita a fare: incontrare un icona del cinema coreano, come il pluripremiato regista Bong Joon-Ho al Florence Korea film festival.

Questa per il festival era la 21esima edizione, e per quanto appassionata di film e Drama coreani…non mi linciate se lo dico…ma devo ammettere che di questo regista avevo visto solo “Parasite“! Film che per inciso, se non avete visto, vi consiglio di andare di corsa a rimediare, perchè credetemi…la palma d’oro se l’è meritata alla stragrande!
Bong Joon-Ho viene accolto a Firenze dopo 12 anni dalla sua prima visita, dal direttore del festival Riccardo Gelli e da altre innumerevoli persone importanti per Firenze, tra cui il nostro sindaco: Dario Nardella, che ci ha tenuto a proporsi come futuro attore per uno dei suoi prossimi film. (Hai visto mai che tra un manifestante e l’altro in Piazza Signoria, trovi il tempo per volare anche in Corea e farlo davvero)

La masterclass ripercorre tutta la carriera di questo grandissimo regista contemporaneo, una delle
prime domande a lui rivolte è stata quella sulla sua influenza da ragazzo e studente di cinema.
La sua risposta?? “Psyco” e “Ladri di biciclette“.
Ebbene si, Alfred Hitchcock e il cinema Italiano di Vittorio De Sica! E tutto perché, come lui stesso racconta, quando lo vide all’età di 10 anni, aveva appena ricevuto in dono la sua prima e tanto agognata bicicletta.
Che dopo appena un mese gli venne rubata, ma questa è un’altra storia! 🙂
Bong Joon-Ho si rivela da subito un gran simpaticone, definendo i coreani un popolo di “frettolosi agitati” e spoilerando Parasite ad ogni occasione!!!
Alla domanda della curatrice Caterina Liverani sul perché nel suo film del 2003 “Memory of murder” abbia scelto proprio l’attore Park Hae-Il (altro illustro ospite della manifestazione) lui ha cosi risposto: “E’ un attore davvero meraviglioso, con gli occhi a cerbiatto ed un aria da
psicopatico. Il pubblico avrebbe fatto fatica a capire se fosse davvero lui o meno il colpevole! Solo lui poteva essere in grado di interpretare questa dualità caratteriale”.

Racconta anche di una vecchissima telefonata tra i due, in cui un Park Hae-Il ,visibilmente alticcio, lo contattava disperatamente prima delle riprese per porgli un’unica domanda: “Ma quindi….sono o non sono il colpevole? Va bene che il pubblico non lo dovrà mai sapere, ma io che vado ad interpretarlo, non pensi mi sarebbe utile saperlo?”. La sua risposta? : “Ok mi hai convinto! Recita pensando di essere innocente! Anche se cosi facendo il pubblico si convincerà ancora di più che sia tu il colpevole!!”
Il buon Park a quel punto riattaccò con rabbia.
Diciamo che, come anche Bong stesso afferma, è stato un bene che nel 2019 il vero colpevole su cui la storia si basa, sia stato arrestato in modo da non far ricadere la colpa sul povero Park Hae-Il.
Bong cita moltissimo il cinema italiano ed i suoi registi come fonti di ispirazione, tra cui Marco Bellocchio, con il quale ebbe una silenziosissima cena in Francia, dove rivela essere stato molto nervoso solo per il semplice fatto di sedergli accanto.
Onestamente non è un regista dei miei tempi, ma la cosa mi ha resa, in qualche modo, fiera di essere italiana.
Si parla molto inoltre, della verticalità della sceneggiatura di Parasite e delle sue differenti classi
sociali. Di come abbia ricreato i due set principali di sana pianta: la casa della famiglia ricca in un unico set, e la casa della famiglia povera in una piscina.
Bong afferma: “Da piccolo disegnavo tanto e mi illudevo di essere un disegnatore di cartoni animati. Per questo ancora oggi realizzo io i miei storyboard, mi sento più sicuro di me, e più a mio agio se il giorno prima delle riprese li ho in mano”.
Inutile dire che io, da aspirante disegnatrice di manga, l’abbia adorato e ammirato per la fantastica idea di far allagare una piscina per rappresentare la scena dell’allagamento della casa “povera”.

La sala è gremita di tantissimi studenti di cinema e aspiranti registi, tra cui una ragazza Coreana venuta apposta dalla Corea per chiedergli: “Quando ha l’ispirazione, in che forma avviene? Sono delle parole, delle immagini, o delle scene? da questa ispirazione, come lo collega poi alla storia?”.
E lui ,con molta naturalezza, risponde parlando dell’immagine di un maialino rosa in giro per la città che lo ha ispirato per “Okja” e dell’ora d’arte di decalcomania, che tutti noi abbiamo avuto a scuola, per rappresentare le due famiglie di “Parasite“, così diverse tra loro ma uguali sotto molti punti di vista.
E’ stato in quel momento che il regista ha chiesto quanti aspiranti sceneggiatori ci fossero in sala, e alla vista delle tante mani alzate ha detto loro : “Eh si, percepisco la vostra fatica, tutte queste persone disperate, sfortunate, è un lavoro difficile! io stesso spero sempre che qualcuno le scriva al posto mio!”.
Successivamente arriva quella che a mio avviso è la parte più esilarante di tutta l’intervista : “Molto spesso faccio questa immagine: Dietro casa mia c’è questa piccola montagna, dove mi immagino di andare a scavare e trovare una cassa di legno sepolta da tempo, la apro, trovo 7 sceneggiature già pronte!”. Vi lascio immaginare l’ilarità scoppiata in sala!
Mentre alla domanda di un ragazzo: “Quale è la sua filosofia riguardo al cinema?” lui, ancora più semplicemente, ha risposto : “Non ho nessuna filosofia, mi limito a fare il mio lavoro ogni giorno della mia vita!”.
La masterclass si conclude con la promessa strappatogli di girare un prossimo film nei nostri splendidi sobborghi fiorentini, i quali lo hanno affascinato molto (E t’hai a provare…^_^), e con una ragazza che chiede se accetti stagisti. La sua risposta è dolcemente ironica: “Se mi lasci un biglietto da visita sarai sempre la benvenuta! Siete davvero in tanti e sinceramente non so se sia un bene consigliare questo lavoro, ma il fatto che siate qui, significa che siete già entrati in un destino dal quale non potrete più scappare!
Sono davvero convinto che tra di voi ci sia qualcuno in grado di riportare luce al cinema Italiano e ne sono invidioso!”.
Io personalmente non ho mai avuto l’idea di fare la regista, ma la mano l’ho alzata, Hai visto mai che mi noti e cambi improvvisamente la mia vita? E voi? Vorreste essere stagisti di Bong Joon-Ho?
Fatevi sotto allora!!.
Claude.

Provo gioia per te che hai avuto l’onore e la possibilità di assistere ad un incontro con questo grande regista. Ti auguro di sentir squillare il telefono un giorno non molto lontano per ricevere la buona notizia di essere accettata come stagista dal quel momento la strada sarà tutta in salita ma chissà …. Buona fortuna e grazie per avermi fatto vivere questo momento di condiVISIONE🤩
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