La prima mostra europea dedicata all’artista coreano
“Studierò pittura fino a sessant’anni, e poi dipingerò quello che voglio”
Yoo Youngkuk, pioniere dell’astrattismo moderno, nasce a Uljin (Corea del sud), nel 1916. Noto anche come “il pittore delle montagne“, per aver fatto di questo elemento naturale uno dei suoi punti di forza, fu un vero e proprio precursore per lo sviluppo dell’arte moderna in Corea. Un artista molto apprezzato da Namjoon, nel corso degli anni è andato spesso a vedere mostre che esponevano i suoi lavori.

“Le montagne sono dentro di me” Namjoon, 9 giugno 2022

“Serenità” Namjoon, 5 maggio 2022

“Hobby” Namjoon, 26 luglio 2021
La Yoo Youngkuk Art Fondation, ha presentato le opere del pittore coreano Yoo Youngkuk a Venezia, presso la Fondazione Querini, dal 20 aprile al 24 novembre 2024.
E’ la prima esposizione personale dell’artista in Europa e la più importante realizzata sui suoi lavori, al di fuori della Corea. Le sale ci mostrano trenta dipinti ad olio e venti stampe su rame, oltre ad una serie di fotografie che raffigurano l’evoluzione dell’artista.

“In una montagna c’è tutto. Il triangolo della vetta, le curve delle creste, le sezioni trasversali delle prospettive, i molteplici colori” – Yoo Youngkuk.
Yoo fu un esponente della prima generazione di artisti coreani moderni, specializzandosi in una sorprendente varietà di forme e colori vivaci, volti a rappresentare una natura in costante mutamento.

Dalle trascrizioni presenti alla mostra:
“Riconosciuto come il primo pittore astrattista in Corea, Yoo Youngkuk (1916-2002) nasce nel remoto villaggio di Uljin nel 1916, quando la Corea è sotto il dominio coloniale giapponese. Dopo aver sviluppato un precoce interesse per l’arte, studia pittura occidentale a Tokyo negli anni ‘30 e ‘40. Durante il suo studio, rimane colpito dal fascino della pittura astrattista che va oltre l’idea che dipingere sia solo una “tecnica di rappresentazione”.
Sposa la filosofia di Piet Mondrian, ritenendo che la pittura non fosse né una fantasia raffigurante storie immaginarie, né un’illusione che riproduce l’aspetto superficiale degli oggetti, ma piuttosto un linguaggio visivo per esprimere la vera essenza della natura e dell’universo. Sintetizzando, una volta disse “mi piacque l’astrattismo poiché non aveva parole”. Forse l’astrattismo gli è servito come chiave di lettura per interpretare l’era tumultuosa in cui si è trovato a vivere, offrendo chiarezza in mezzo al caos.”

“Dopo la scuola d’arte, a Yoo Youngkuk non fu possibile proseguire subito la propria carriera artistica a causa della Guerra del Pacifico (1941-45) e della Guerra di Corea (1950-53). Non dipinse per più di dieci anni, guadagnandosi la vita come pescatore, e in seguito commerciando il proprio liquore. Quando finalmente poté riprendere a dipingere nel 1955, Yoo lavorò febbrilmente per i successivi vent’anni, producendo alcuni tra i più bei dipinti della sua vita.
Partendo dal rigido astrattismo di Mondrian, si avvicinò gradualmente ai concetti orientali del mondo naturale, aspirando a diventare un tutt’uno con la natura, nella sua contemplazione. Si immerse soprattutto nella bellezza mistica di Uljin, la sua città natale, con le sue alture e i suoi fondali, con l’obiettivo di esprimere l’essenza sublime dei suoi maestosi panorami con il solo utilizzo degli elementi basici della pittura. Questa mostra si concentra sul periodo d’oro della carriera di Yoo Youngkuk, durante il quale sviluppò le peculiarità del suo stile e produsse molte delle sue opere migliori.”

Per l’occasione, uno dei quadri appartenente alla collezione di Namjoon, è stato esposto…e noi non potevamo proprio perderci l’occasione di fare un po’ di Namjooning e andare a vederlo! Si tratta di “Work”, un dipinto del 1968.

Il quadro appare più volte nei video che abbiamo di Namjoon, così come nel suo profilo Instagram. Qui lo vediamo nel Vlog “Rm All Day” del 2022.

E’ stato incredibile poter ammirare una piccola parte del nostro adorato Namjoon, ce l’ha fatto sentire un po’ più vicino, quasi tangibile… e l’effetto Bangtan ha colpito ancora!

Il guardiano della sala, notando il nostro entusiasmo, ci ha chiesto, sorpreso, come conoscessimo il pittore. Non so quanto ci brillassero gli occhi in quel momento, l’orgoglio Army non si può spiegare…

Alla prossima avventura!
