Buondì a tutti! Sono sempre Ariel: la vostra sirena preferita che vi scrive da uno scoglio sorseggiando Thè alla Lavanda con l’immancabile maglietta di Charizard.
Oggi ci addentriamo nella recensione di “Maestro” dei Seventeen, un pezzo particolare che ho dovuto metabolizzare prima di recensire. Cosa che secondo me andrebbe fatta con canzoni così musicalmente strutturate. In realtà sono anche pigra, ma dettagli.
CANZONE
Come dicevo prima, parliamo di un pezzo molto particolare che, per essere apprezzato pienamente, va sicuramente ascoltato più di una volta. Partiamo col sottolineare quanto io sia felice della line distribution di questa canzone : Woozi canta spessissimo. Ed io ho un debole debolissimo per la sua persona.
L’intro iniziale è bellissimo, lo avrei prolungato un pochino di più, ma davvero bello! Anche perché dopo “Maestro의 지휘에 맞춰” mi aspettavo un ritornello dove tutti i Seventeen mi prendessero a sberle dandosi il cambio, ed invece mi è arrivato un candido e sempre funzionale “Lalalalalala”, che per carità, molto carino ma poco efficace.
Insomma, la prima parte parrebbe essere tutto un crescendo che non parte mai davvero, ma, come in un Hunger Games qualunque, il colpo di scena arriva sul finale. Nel momento in cui il sapiente THE 8 ci sventola la bacchetta in faccia entriamo all’istante in un altro mondo : si sente che nell’aria sta per succedere qualcosa di davvero, davvero, ma davvero figo.
Neanche il tempo di pensare e si viene completamente TRAVOLTI da un drop pazzesco. Ci si ritrova in discoteca. Ma senza gente molesta che ti spinge o cocktail scadenti. Totalmente un’altra dimensione. Una sorta di discoteca aliena? O un’aperitivo alieno? Si, lo so che sembra mi sia fatta un giro mentale che neanche i funghetti di Super Mario, ma davvero, è potentissima questa parte della canzone, e quando il “lalalalala” si unisce al drop , mi rendo conto del perché non fosse stato utilizzato prima. Ed hanno fatto bene, BENISSIMO. Un plot twist eccezionale.
COREOGRAFIA
CHE DIRE. Riuscire a rendere ballabile una sonorità così specifica è roba tosta. Eppure i Seventeen ci riescono con uno splendido gioco di gambe. Assolutamente non scontato o semplice. Constatato come mi abbia fatta viaggiare solamente il drop, immaginate la coreografia di questa portata con a capo un Woozi lanciatissimo. Sono certa che live renderà ancora di più. Poi vabbè, loro che ballano insieme ai robot livelli altissimi.
VIDEO
Futuristico ma con quel tocco di classe, probabilmente dato anche da alcuni costumi. Visivamente bellissimo. Diciamo che sicuramente hanno investito molto in questo comeback. Un mix tra “Io Robot“, “Man in black” e “Alice in Borderland“. Ho amato. Tra l’altro Woozi mi è sembrato più volte Shuntarō Chishiya, altro mio grande amore.


CONCLUSIONI
In conclusione , la prima volta che l’ho sentita ho pensato :”Ma che cazz..” , la seconda : “Che cazz….”, la terza :”Cazzo”.
In loop per i prossimi mesi.
