INTERVISTE

Marianna Baroli : Conosciamo meglio chi ha contribuito ad aprire le porte al giornalismo sul K-Pop in Italia

Ringrazio Marianna Baroli per essere stata una piacevolissima compagnia in questa intervista!

A: “Ciao Marianna, è un piacere poter intervistare colei che ha spianato la strada a noi amanti del K-pop, soprattutto nel giornalismo sul K-Pop!”
M: “Grazie mille, sei una delle poche che lo dice.”
A: “E lo confermo! Sei di grande ispirazione per chi conosce questo mondo o per chi coltiva il sogno di fare la giornalista.”
M: “Ah! Davvero?”
A: “Sì sì!”
M: “Sono contenta.”
A: “Allora, sei quella che ‘scrive del K-pop’ per i nuovi ‘arrivati’, ma dietro al tuo nome c’è un mondo. Come ti destreggi tra politica e K-Pop?”
M: “Sai, paradossalmente alcune dinamiche sono identiche a quelle della politica perché hai la stessa velocità, sempre pronta con le domande, sempre sul pezzo, devi sapere tutto. Quindi è molto simile, però nel complesso sono contenta, anche se all’inizio non è stato semplice.”

A: “Credo di saper a cosa ti riferisci. Partendo dal presupposto che trovo tutto ciò molto ingiusto, secondo te come mai hai trovato questi ostacoli nel tuo lavoro?

M: “Non lo so, io negli anni mi sono motivata alcune situazioni da me vissute pensando che il ‘problema’ fosse il fatto che nonostante la mia giovane età , io mi trovassi a gestire determinate cose e che questo potesse aver dato fastidio. Una delle cose che capitava mi dicessero è: ‘Mi rubi gli Idols‘.”
A: “‘Mi rubi gli Idols‘… intesa come intervista?”
M: “Anche come personaggio, della serie: ‘sei giovane e quindi non si sa mai ,mi porti via il mio beniamino’. Inutile spiegare che il lavoro e l’essere fan siano due cose completamente diverse. Mi è capitato di avere problemi con alcuni Fandom, e questo mi spiace molto.”
A: “In veste di Army ,parlando del mio fandom, posso confermare che siamo una potenza allucinante: se gli Army decidessero di spostare Parigi, gli Army sposterebbero Parigi. Mi dispiace pensare che questa “potenza” possa essere utilizzata in modo negativo.
M: “Sì, esatto, è stato difficile proprio per questo, è il mio lavoro e sono andata avanti ugualmente, ma è stato difficile.”
A: “A me capita di leggere cose molto carine su di te, come mi è capitato di vederne altre meno piacevoli, dove si arriva addirittura a dire che tu sia una persona che ‘se la tiri’. Io personalmente ho avuto l’occasione di vederti varie volte e mi è capitato di aver pensato l’esatto opposto. Detto con estrema sincerità.”

M: “Se c’è una cosa che non faccio, è proprio tirarmela, anche perché non ne avrei motivo. Alla fine, è vero; sto sveglia la notte, mi faccio il mazzo, ma è anche tanta fortuna. Cioè, sono stata la prima a chiedere e lottare per il K-pop, per carità ho insistito tanto, però una sana dose di fortuna e le persone che credono in te le devi trovare. Però ripeto, quando mi dicono: ‘te la tiri, sembri antipatica, non dai pareri obiettivi’, è ingiusto. Io ho studiato per fare la giornalista, so che devo essere sempre obiettiva. Lo sono anche con i BTS. Poi ovviamente, prima del concerto sono iper obiettiva perché sono lì come giornalista. Durante il concerto sono da sola, quindi è ovvio che mi metta a urlare come una pazza.”
A: “E come darti torto, lo farebbe chiunque.”
M: “Però boh, sarò onesta, ma anzi, sono troppo modesta a volte.”
A: “La prima volta che ti ho vista, eravamo al cinema, tu eri dietro di noi. Mi ricordo che quando ti ho salutata ho chiesto alla ragazza dietro di me se fossi Marianna Baroli, ad una sua risposta affermativa sono rimasta parecchio interdetta. Non so cosa immaginavo, sai? Magari un tappeto rosso steso ad ogni tuo passo, ed invece ti ho vista a goderti il concerto con altri Army, in totale semplicità. Ed è lì che mi hai profondamente incuriosita!”
M: “Sai, sono tanti anni che faccio questo lavoro, ho intervistato politici, girato mezzo mondo e non ho mai sentito la necessità di comportarmi in un modo diverso da quello che sono, ed io sono quella che hai visto tu al concerto.”

A: “Questo lavoro imporrà sicuramente degli orari molto particolari, io con il blog e le pagine ormai dormo quando capita.”
M: “Verissimo, ieri mattina sono andata a dormire tipo alle 5.00 e mi sono svegliata alle 9.00 per venire in ufficio. Quindi sai… è comunque pesante. Per questo consiglio a chi voglia fare questa vita di esserne realmente convinto, perché ci sono anche molti sacrifici di cui tener conto, dico sempre: fatelo, però dovete star svegli la notte. Loro lavorano con quell’orario lì. Tu da mezzanotte alle 5 lavori. Infatti quando mi capita di andare in Corea, non ho problemi col fuso. Al contrario, ad esempio, di mia sorella che quando partiamo i primi tre giorni trema, si sente male. Io sono fresca come una rosa (ride).”

A: “Dici che riusciremo a portare più concerti K-Pop in Italia?”

M: “Secondo me non tanti ,anche perché è più complicato di quello che sembra. Per carità sarebbe bellissimo, ma l’Europa viene ancora vista come un posto in cui fare promozione vale la pena, si, ma fino ad un certo punto.
A: “Questo purtroppo, da grande fan del K-Pop, l’ho notato”

M: “E non è tanto per la richiesta , perché per i concerti c’è una richiesta folle, quanto più per l’enorme dispendio economico che ci sarebbe nel muovere gli artisti, perché il loro entourage è immenso”

A :” Ma toglimi una curiosità: gli artisti parlano solamente coreano con te?”
M: “Anche in inglese, alcuni parlano benissimo inglese”
A: “Ah si? Meno male, questa è una grandissima fortuna”
M:” Spesso capita che sia l’artista a non voler parlare inglese”
A: “Come mai? Si sentono forse più sicuri con il Coreano?”
M: “Si assolutamente, vanno anche più in fretta, sono più sereni. Però ad esempio ,quando la gente mi scrive “sei imprecisa, durante i live tweeting “, io cerco di spiegare sempre quanto sia complesso.

A: “Le persone che ti seguono per avere le traduzione ti dicono che sei imprecisa?”

M: “I live tweeting sono in coreano tradotti, io sento la traduzione inglese sopra, ma sento sotto anche il coreano, quindi non è così semplice, contando che devo anche scrivere sia in Inglese che in Italiano. Ogni tanto mi scuso per qualche eventuale imprecisione, ma anche volendo, non è colpa mia. Anche se poi mi vengono i sensi di colpa e penso “ho scritto in aramaico”, ma sto scrivendo alle 5 del mattino, in una lingua che non è la mia, per carità parlo tantissimo inglese eccetera, però è una lingua che non è la mia, quindi ecco, non sempre è semplice.
A: “Sinceramente trovo assurdo che alcune persone siano così minuziose con il tuo operato, in quanto poi alla fine ne usufruiscono anche loro. E poi parliamo di una cosa molto complessa da fare con i vari artisti.”
M: “È proprio complicato, le conferenze stampa poi, sono complicatissime. Ma ormai ci ho preso la mano”

CONCERTO DEI BTS A BUSAN

A: “So che tu sei stata al concerto dei BTS a Busan, ti va di raccontarmi qualcosa?”

M: “Ricevo questa telefonata e dicono ‘ci sono due biglietti dalla Hybe per te, li vuoi? Però devi avere la certezza di andare’. Panico. Perché comunque non avevo giorni a lavoro. O meglio, li avevo ma divisi. Quindi avevo due giorni, poi avevo due giorni di lavoro e poi altri due giorni. Quindi ho iniziato a chiamare i miei colleghi come una pazza: ‘Ragazzi, vi prego, cambiamoci i giorni!”!
A: “Posso sentire il panico di quel momento! sei riuscita a prendere ferie?”
M: “Mi hanno detto tutti di prendermi ferie e rimanere li anche per 10 giorni, ma alla fine ho deciso meno. Vado a Roma, c’è la festa dell’ambasciata, ritiro i biglietti il giorno dopo. Ti giuro, ho fatto tutto il viaggio in treno con le lacrime, guardando i biglietti. Arrivata a casa, parlo ai miei genitori di questa grossa occasione e loro mi consigliano di andare e non perdermela. Ma io non ero ancora convinta, mi dico : “Brucio tutti i soldi messi da parte”. Guardavo i biglietti mentre lavoravo, poi guardavo i prezzi dei voli e mi dicevo ‘Marianna per favore ricollega il cervello, non puoi'”. Poi in realtà l’ho detto ad una delle mie migliori amiche e mi ha consigliato di andare e soprattutto per l’origine dell’invito. Al che ho iniziato a pensare che, in effetti ,i Coreani tendono ad offendersi se si rifiuta un invito. Letteralmente il giorno in cui apriva il check-in, avevo preso i biglietti. E’ stata una botta di testa vero, me ne è valsa la pena. Lo rifarei anche domani.


A: “Ma domandona che potrebbe causarti mille problemi , nasci Army o nasci in altre tipologie di fandom?
M: “Allora.. io nasco strana , perché inizialmente ascoltavo le canzoni di artisti Coreani senza conoscere quel mondo , un po’ come feci con “Fake Love” dei BTS. Una volta che ho scoperto fossero un gruppo Coreano mi sono ricollegata al fatto che ascoltassi anche i 2PM, i Got7 però senza sapere che fossero coreani, era un po’ così… Però si, nasco Army.”



A: “Ma quindi l’intervista che più vorresti fare? Se dovessi scegliere così su due piedi”
M: “Gdragon, perché per me è lui che ha iniziato tutto. Sarei curiosa di parlare con lui di tutto, quello che lui vede e percepisce anche attraverso la moda e non solamente la musica.”

A: “Hai una metodologia per intervistare? Una linea da seguire?”

M:” Allora, rimango sempre molto professionale ma cerco di metterli a proprio agio, la butto giù sempre un po’ della serie “sono molto più vecchia di voi, tranquilli” ,di alcuni potrei essere letteralmente la madre quindi ogni tanto gli dico proprio “tranquilli voi dite quello che volete, poi filtro io il tutto” e questo secondo me un pochettino li aiuta a sentirsi a proprio agio.
A:” Domandona : riesci a parlare di situazioni scomode con gli Idol?”
M:”Alcuni si, altri dipende dalle agenzie in realtà, da quanto sono controllati, ovvero chi è presente con loro durante l’intervista. Quello fa tanto. Se c’è proprio il manager tendono a sbilanciarsi un po’ di più perché sanno che poi il manager li filtra, se non c’è nessuno si irrigidiscono un pochino.”



A: “Ma dimmi la verità, con i BTS non c’è stato una possibilità d’intervistarli?”
M: “Con i BTS ci sono state un un paio di occasioni sfiorate, ma finché non è l’agenzia a dare la conferma dell’intervista difficilmente va a buon fine, per quanto possano essere interessati, quando si esprimono con : “Potrebbe essere, siamo interessati, valutiamo” io lo prendo come un “no”, poi magari mi dicono di si eh, però tendo a non volermi illudere, questo in generale”

A:”E’ mai successo invece che qualche tua intervista non venisse pubblicata?”
M:”Con Jae dei Day6 ,un’intervista molto bella, solo che purtroppo non è uscita
perché lui ha rilasciato l’intervista a me e dopo 4 giorni ha lasciato i Day6. E quindi sai, io non potevo pubblicare l’intervista in cui lui diceva “i Day6 sono la mia famiglia”.
A: “Si, sarebbe stato fuori luogo presumo (risate)”
M: “Esatto! Mi ha mandato un messaggio, mi ha scritto “scusate”, ha deciso all’ultimo.
A: “Va be ma sarà successo qualcosa”
M: “Si… era esausto, quando io l’ho intervistato mi sono un po’ accorta che era esausto. Secondo me si sta leggermente riprendendo ora.
A: “La famigerata “parte oscura del K-pop”
M:”Quando ho intervistato Young K dei Day6 è stato tenerissimo perché era la terza intervista che facevo ,avevo fatto già due interviste con i Day6 e una da solo. Questa era da sola con lui. Mi videochiama ed era visibilmente stanchissimo, probabilmente per le numerosissime schedule, una dietro l’altra, e l’intervista era inserita in quella mezz’ora che avevano calcolato nel tragitto tra la radio e l’agenzia dove però aveva un’altra intervista. Lui povero non ce la faceva neanche a tenere gli occhi aperti. Ad ad un certo punto gli ho detto “guarda, abbiamo già parlato 1700 volte, ormai ti conosco, tagliamo l’intervista a 10 minuti, dormi per il resto del tempo”.
Ti giuro che ha continuato a mandarmi messaggi ringraziandomi fino a quando non si è arruolato e mi ha scritto “Grazie nuna, ci sentiamo al mio ritorno”.. e queste sono le cose che mi rendono felice.
A: “E’ un episodio davvero bellissimo”


A: “Tu hai indubbiamente una vita frenetica!”
M: “Si, e sono spesso al telefono, e questo mi dispiace perché posso sembrare maleducata, però il problema è che se non rispondo immediatamente perdo molte opportunità lavorative. Anche con il sonno ho un rapporto travagliato,ad esempio una volta ero andata a dormire e mi sono persa il comeback di Kai. Quindi mi sono detta che non avrei più dormito mai più (ride)”


A: “Dimmi la verità : ma parlare con gli Idol è una cosa che tende ad imbarazzarti un pochino o vai spedita?”
M: “Allora, io sono una che è sempre stata dietro le quinte, quindi un pochino tendo ad imbarazzarmi anche solo quando le persone mi ringraziano. Sono sempre stata abituata ad essere quella che lavorava tanto, usciva il mio nome sul giornale ma alla fine nessuno sapeva chi fossi tranne gli addetti al lavoro”
A: “Adesso diciamo che sei più esposta fondamentalmente”
M: “Si, sono più esposta, e quindi a volte chiedo a mia sorella o alle mie amiche “ma lo posto? Posto questa foto? Secondo voi la metto questa cosa?”
A: “Hai paura di essere giudicata male semplicemente perché svolgi il tuo lavoro”
M: “Si, esatto. Mi viene l’ansia. Anche perché i fandom sono attentissimi ai dettagli, non gli sfugge mezzo errore e soprattutto, difficilmente perdonano un errore.”


A:” Sei felice di quello che fai?”
M: “Si, sono contenta. Ogni tanto vivo con il terrore di sbagliare, di dare “fastidio” a qualcuno”
A: “Ma tu parli di persone, non di Idol”
M: “No certo, persone in generale. Con gli Idol non ho mai avuto problemi, nessuno si è mai lamentato di quello che ho scritto, di come mi comporto, tutte le agenzie mi ringraziano”
A: “probabilmente è questo che da fastidio ad alcune persone”
M: “Si probabilmente si. Nessuno si è mai lamentato. Dipende tanto anche da come ci si pone, sono degli esseri umani, e prima di ogni cosa, vanno trattati come tali.”

A: “Secondo te il “fenomeno Corea”, quando i BTS saranno tutti al militare, tenderà a fermarsi o continuerà la sua ascesa? Abbiamo tanti Idol e attori che frequentano la Fashion Week
M: “Tutto dipende dai BTS. Loro sono quelli che hanno riscritto tutto, non c’è niente da fare. Sono certa al 100% che tutto sia nelle loro mani.”

A: “Siamo giunti al termine, anche se io vorrei ancora chiacchierare con te, ma abbiamo decisamente dato (risata)”
M: “Anche a me, io ho parlato di tutto e di più! Comunque sentiamoci ancora se vuoi, o vediamoci”
A: “Volentieri, a me ha fatto un sacco piacere, alla prossima”

In conclusione credo che sia proprio lì, nella semplicità e autenticità, che possiamo trovare la vera bellezza delle persone. E Marianna Baroli è proprio così, senza fronzoli o falsità, sempre se stessa. È con questa autenticità che riesce a farsi strada nel mondo del giornalismo e che le permette di connettersi con le persone. Ecco perché è così apprezzata dai suoi lettori che dai fan del K-pop. La coerenza e l’onestà sono qualità che vanno al di là delle apparenze, ed è bello sapere che ci siano persone che rimangono fedeli a se stesse non importa quanto successo abbiano raggiunto.

Marianna in veste Cartoon grazie alla nostra Claudia!

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