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“Quell’estate era nostra” : recensione del Drama che guarda con nostalgia al primo amore

“Che fosse per la corse o perché ero emozionata, ero senza fiato. Il vento faceva frusciare le foglie verdi. Eravamo nel pieno dell’estate.” – Venticinque e ventuno.

*Attenzione, l’articolo contiene spoiler*

Ciao a tutti, sono Lucrezia! Vorrei ringraziare Ariel per avermi dato l’occasione di potervi parlare della mia grande passione per la Corea in questo blog. Da fedele KDrama addicted, vorrei portarvi con me alla scoperta di tutte le avventure che stanno accompagnando le mie giornate. Agosto è appena finito, non che la cosa turbi la mia anima invernale, anzi, ma vorrei cogliere l’occasione per raccontarvi una storia che parte proprio da qui, dall’estate, la stagione del batticuore per eccellenza! Sole, mare, vento e tramonti, la cornice perfetta per ogni storia d’amore ideale…o almeno è questo che siamo soliti immaginare.

Il Drama di cui vorrei parlarvi oggi, affronta la tematica del primo amore. Dolce, imprevedibile, struggente, come dimenticare le nostre prime palpitazioni?

Ma prima, un piccolo consiglio! Se volete davvero entrare nell’atmosfera di questo Drama meraviglioso, vi lascio qualcosa per potervi immergere e lasciarvi cullare durante la lettura!

Non è semplice descrivere tutte le sensazioni che ho provato durante la visione, sicuramente posso dirvi che è una storia che mi ha toccato cuore e anima, una storia in cui il protagonista è l’amore in tutte le sue forme: quello fra madre e figlia, quello per gli amici, quello per lo sport e per il duro lavoro, quello per i sogni e quello per cui puoi struggerti e al tempo stesso toccare il cielo con un dito.

In Venticinque e ventuno, i protagonisti si ritrovano a dover fare i conti con la realtà, che non sempre ci permette di avere il lieto fine che vorremmo…ma partiamo dal principio.

Ci troviamo a fine anni 90, periodo in cui l’Asia affrontò una dura crisi finanziaria.

Baek Yi-jin, interpretato da un fantastico Nam Joo-hyuk, è figlio di un industriale caduto in disgrazia, sognava di lavorare alla Nasa, ma si ritrova catapultato in un mondo che ora lo considera soltanto un fallimento. Decide di trasferirsi a Seoul e di rimboccarsi le maniche per potersi rifare una vita.

Na Hee-do, ruolo ricoperto dalla talentuosissima Kim Tae-ri, vive con la madre, una famosa giornalista televisiva che ha sempre messo la carriera al primo posto. La morte del padre, avvenuta quando lei era ancora piccola, ha fatto sì che il rapporto fra le due si incrinasse inevitabilmente. Na Hee-do desidera diventare la più famosa tiratrice di scherma della Corea e di gareggiare nelle nazionali, spinta dalla volontà di rendere fiero l’ormai defunto padre, che la introdusse a questo sport quando era bambina.

I destini dei due ragazzi si incrociano una mattina d’estate e le loro vite non saranno più le stesse. La storia ci viene narrata sotto forma di flashback: è il 2021 e Kim Min-chae, figlia di Na Hee-do, trova dei vecchi diari della madre che raccontano le vicende della sua adolescenza e della meravigliosa estate in cui tutto è cominciato.

I protagonisti si conoscono per caso, quando una mattina lui comincia a lavorare come fattorino dei giornali e si incontrano di nuovo nell’altro suo impiego in fumetteria, luogo che la ragazza frequenta assiduamente. Quella che all’inizio sembrava una semplice conoscenza, diventa qualcosa di molto più profondo. Lui strappato troppo presto dal mondo spensierato della giovinezza e costretto a crescere in fretta, lei privata del sostegno dei genitori e un sogno da realizzare da sola che sembra irraggiungibile.

B. “Mi piace la tua incoscienza. Guardarti mi ricorda me stesso, sei come me a diciotto anni.” N. “Vuoi tornare indietro nel tempo?” B. “Disperatamente.” N. “Cosa ti manca di più?” B. “Mi mancano le cose di cui mi preoccupavo. Troppi compiti da fare, la paura di quelli dell’ultimo anno al club radiofonico, sbagliare sul palco durante il festival o non essere ricambiato dalla ragazza che mi piaceva. Mi mancano queste preoccupazioni.

In fondo, quello che vorrebbe Baek Yi-jin è solo vivere una vita da ventenne, ma le disgrazie della sua famiglia non glielo permettono. I due ragazzi si troveranno ad affrontare diverse difficoltà, ma, quando le certezze verranno meno, scopriranno di esserci sempre l’uno per l’altra. Na Hee-do promette al ragazzo che gli sarà sempre vicino e lo sosterrà in ogni modo, cercando di farlo sorridere: “Facciamo così’, d’ora in poi, quando starai con me, puoi essere felice e tenerlo segreto. Quando siamo soli insieme, possiamo essere felici per quel breve momento. Sarà il nostro piccolo segreto.” Esiste una dichiarazione d’amore più bella?

È proprio grazie alla spensieratezza e alla motivazione di Na Hee-do che Baek Yi-jin ritrova sé stesso e riesce a lasciarsi andare, coadiuvando lavoro e tempo libero. Il loro rapporto si evolverà, passando da una tenera conoscenza ad un primo amore travolgente, in un susseguirsi di intrecci e nuove amicizie con altri personaggi, tutti ben caratterizzati, in un’estate che non dimenticheranno mai.

Ma è proprio quando tutto sembra perfetto, che le cose iniziano a prendere una piega diversa. Baek Yi-jin ha cominciato a lavorare come giornalista, cosa che inizialmente gli permetterà di seguire in prima persona la carriera sportiva di Na Hee-do (la quale, dopo i numerosi sforzi e un durissimo allenamento, riesce ad entrare in nazionale), ma che piano piano comporterà un allontanamento forzato fra i due, dato che il futuro che hanno deciso di intraprendere li porterà a percorrere due strade diverse e, quindi, a separarsi.

Quando l’11 settembre 2001 Baek Yi-jin verrà mandato a New York a seguire le vicende del crollo delle Twin Tower, la loro storia raggiungerà un punto di rottura. Non riuscire mai a vedersi o sentirsi, troppo dolore da raccontare, aspettative disattese, impegni e carriere che prendono il sopravvento.

Il finale del Drama è stato lungamente discusso dai fan, che si sono chiesti più e più volte il perché di questa scelta…diciamocelo, tutti speravamo in un happy ending, eppure, anche andando contro corrente, posso dirvi di ritenermi soddisfatta di come siano state trattate le cose. Mi sono disperata? Chiaro che si! Ho pianto tutte le lacrime che avevo in corpo? Ovviamente. Tuttavia, superato il magone iniziale, mi sono chiesta: quanti di noi finiscono per sposare il loro primo amore? Quanti di noi hanno avuto la possibilità di vivere così intensamente la loro prima storia d’amore e di concluderla in un modo così meraviglioso? Saranno solo una parentesi nella vita dell’altro, come spesso accade a tutti noi nella vita reale, si tratti di amore o amicizie, ma riescono a dirsi addio, con gli occhi pieni di lacrime e di amore, consapevoli del fatto che il loro sostegno reciproco li legherà per sempre, consapevoli di aver portato beneficio all’altro nel momento di maggior bisogno, grati per aver vissuto “un’amicizia turbolenta e un amore appassionato. Perché sono quei brevi momenti che fanno brillare tutta la vita.”

Venticinque e ventuno riesce a lasciare un’impronta indelebile, dando l’impressione di essere saliti in una piccola montagna russa di emozioni e portandoci a sprofondare in una valle di ricordi e nostalgia di quell’età. La commozione è assicurata, complici la scelta davvero azzeccata del cast e delle colonne sonore, che ci accompagneranno in un viaggio davvero emozionante.

“Guardandomi indietro, ogni giorno era un allenamento alla vita. I momenti in cui osavo dire che tutto sarebbe durato per sempre. Adoravo vivere in quell’illusione. Giusto, c’era ancora una cosa che potevamo avere. Quell’estate era nostra.”

Spero che l’articolo vi sia piaciuto! Alla prossima avventura!

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