Ciao a tutti, sono Aurora e sarò qui per parlarvi di un argomento che mai potrà stancarmi: la bellezza.
Sono attratta da tutto quello che può dare un benessere puramente estetico o che può dare dei benefici sia interni che esterni, ma soprattutto, sono attirata dai colori dei flaconi (proprio come i bambini) e dai profumi di questi prodotti!
È giusto, però, sottolineare che la bellezza di cui vi parlerò non sarà generica ma nello specifico coreana e prima di iniziare a parlare delle varie chicche, iniziamo con un’introduzione storica un po’ generale, che vi prometto, non sarà noiosa.
Avete presente tutte quelle ‘novità’ come la skin care routine, le fasce con i fiocchi colorati in testa da mettere al mattino, le maschere per il viso e chi più ne ha e più ne metta? Bene, queste saranno il nostro punto di partenza per sottolineare che queste novità esistono dalla notte dei tempi e che no, signori miei, non abbiamo scoperto l’acqua calda lavandoci il viso sia la mattina che la sera.

La bellezza, o più nello specifico, la cura per la propria pelle, è considerata l’arte più antica della Corea e raggiunge il suo apice con la dinastia Goryeo (credetemi, tantissimissimi anni fa!!!). In quest’epoca, infatti, il culto della bellezza è visto come un mezzo per difendere la pelle dai cambiamenti atmosferici. Insomma, si univa l’utile al dilettevole!
La cosmesi e il tipo di bellezza, come anche il dress code, stanno ad indicare l’ideale di un paese e la Corea non è sottratta da questo meccanismo. Infatti, lo standard sotto un impero di tipo buddista, rappresentava il culto di una bellezza olistica; nel medioevo, invece, le parole d’ordine erano lunghe trecce raccolte e labbra dipinte di rosso.
Con l’arrivo dei ruggenti anni Venti, dalla lontana America, giunge un nuovo standard di bellezza che era il portavoce, soprattutto, di un ideale importantissimo: la libertà femminile. Caschetto nero e sigaretta sono stati il simbolo della femme libre, sia sessualmente che socialmente. Insomma, la figura di una donna che vuole e – finalmente- può camminare a testa alta, colma di consapevolezze e gioielli, arriva anche in Corea.
Con la fine della seconda Guerra Mondiale, questa terra viene divisa, e la Corea del Sud diventa una terra democratica.
Al giorno d’oggi, quello che può essere considerato da noi un tabù, come per esempio la chirurgia estetica, ai fini della bellezza, è in realtà un mezzo ampiamente usato dai coreani per raggiungere uno standard. Oltre alla corsa sotto i ferri, poi, ci sono tutti quei rituali a cui i coreani si sottopongono quotidianamente. Ma in cosa consiste l’ideale? Pelle lucida, bianca e perfetta, occhi grandi, labbra piccole, fisico slanciato e altezza media sono gli ingredienti per ‘l’essere perfetto’.
Ma attenzione, l’ideale di bellezza non condiziona solo le ragazze, infatti neanche il sesso maschile sfugge ai rigidi dettami dello standard coreana, in costante ricerca di una vana perfezione.

È bene e sano ricordarsi che questi ideali, (proprio come dice il termine), sono e devono rimanere appesi in aria, in quanto, in primis, bisogna imparare a stare bene con se stessi e ad amarsi per ciò che si è. Questo è un discorso che deve necessariamente appartenerci, e oltre alla bellezza della nostra pelle, dobbiamo coltivare la bellezza della nostra anima, imparando ad amarci con tutte le nostre imperfezioni.

Dopo questo spiegone storico e la morale sull’amor proprio, farò di tutto per riportare in questi articoli tendenze cosmetiche, pratiche e routine coreane per un benessere estetico, che noi tutti possiamo provare e raggiungere con costanza, prodotti profumati e, – soprattutto -, adatti alla nostra pelle.
Detto questo, che la bellezza possa essere con voi sempre, cuoricini.
