Ed eccoci qui, riuniti intorno ad un tavolo (con dimensione decisamente notevoli), a parlare del nuovo singolo di Jungkook , soprannominato “La peste” (dalla sottoscritta).
Parto con il dirvi che questa recensione sarà obbiettiva ed onesta.
Esattamente come tutte le altre.
Ed è esattamente questo il motivo per il quale non potrò lavorare mai nel campo giornalistico.
CANZONE
La canzone è ritmata, fresca ed estiva.
Una sonorità avvolgente decorata dal sapiente suono della chitarra acustica che sa irrimediabilmente d’estate. E’ di base una canzone d’amore, nonché indubbiamente potente. E con “potente” intendo quando un singolo rimane impresso fin dal primo ascolto. E ragazzi miei, nonostante fossero le meravigliose 6.00 del mattino e non avessi dormito molto, nelle ore successive non ho pensato ad altro, se non al ritornello di “Seven”.
VIDEO
Il video è ironico, mostra un Jungkook che rincorre metaforicamente (e non), la sua metà, per dichiararle costantemente il suo amore. Punta a voler essere leggero e divertente, funzionando benissimo. Porta all’estremo (con un JK che dalla bara continua a cantare il suo amore) il rapporto sentimentale ed il suo svolgersi.
Ha colori che vanno dai più tenui a quelli più scuri, seguendo il tono della canzone, ma mantenendo il suo mood spensierato.
TESTO
Sapevamo che saremmo arrivati a questo tasto dolente. Perché diciamocelo, è un tasto dolente. Nella versione “normale” trovo che il testo si associ e sposi (mamma che gioco atletico di parole) perfettamente al video. Coerente e spensierato esattamente come procede l’MV.
Mentre nella versione “censurata”….(sospirone) questa coerenza va a perdersi. Trovo che quel : “ti fo**erò per bene” / “Sco**rò per bene”, sia quasi messa lì per far notare la sua presenza, una forzatura troppo evidente a mio avviso. E’ come se la canzone a quel punto gridasse : “Vedi? sono un testo scritto da persone toste americane, quindi utilizzo questo gergo perché funziona”.
Già sento quella parte di Army un po’ speciali gridare al :”MA TU NON VUOI CHE CRESCANO O CHE DIVENTINO UOMINI E DICANO QUESTE COSE E GNEGNEGNE”. No. Ovviamente non è questo il punto dal momento che abbiamo uno Yoongi che già anni fa ci gridava :” Che tu sia un ragazzo o una ragazza, la mia lingua ti farà venire” .E’ il contesto a fare la differenza.
In sostanza, a me personalmente, questo testo esplicito non fa impazzire. Perché va appunto a perdere quel guizzo ironico ma sensuale presente nel testo originale e nel video.
Ma ora, urge parlare del Drago Dorsorugoso Norvegese nella stanza.
l’America.
Il singolo, come ben sappiamo, è praticamente cucito sull’America.
E conosco ,ed in parte condivido, la non sopportazione che tanti (tanti) Army (me inclusa) abbiano per l’America. E ribadisco, condivido.
Ma questo è un periodo particolare, dato dalla costrizione di dover rimanere necessariamente per un periodo assenti (a turno) dalle scene musicali. Quindi penso che questa sia una strategia, anche a livello aziendale, per permettere ai BTS di poter sfruttare a loro vantaggio (quanto possibile ovviamente), questa assenza forzata, cercando di rimanere sempre in alto (cosa che comunque loro farebbero anche se facessero una cover della sigla di “Uno mattina”) . Ma è comprensibile la paura di questi ragazzi. Più che comprensibile .Il rapporto che loro hanno con gli Army e con la musica è totalmente differente dalla maggior parte degli artisti, per loro “nutrirci” e “nutrirsi” di musica e di amore è fondamentale. In più hanno visto nel corso degli anni vari gruppi ricevere il contraccolpo legato al militare e ne hanno paura. Quindi stanno cercando di sfruttare questo periodo da solisti anche per farsi conoscere, e per ampliare il loro bagaglio musicale. E, per la gioia della Hybe, promuovere Jungkook in America. Questo va detto e ammesso.
Ora, ciò non toglie che se questo singolo l’avesse prodotto un altro cantante, in tutta estrema sincerità, non lo avrei particolarmente notato. Ma Jungkook ha la capacità (come tutti i BTS) di far brillare ogni cosa, questo però ,non dev’essere un deterrente per non sfruttare l’immenso talento di Jungkook.
In conclusione vi capisco, ma c’è anche da dire che questa è una semplice canzone pop estiva, che ha la sola utilità di far divertire e portare leggerezza, e secondo me, va presa esattamente così. Anche con una buona dose d’ironia.
E ricordiamoci inoltre, quanto JK ami questo stile. Da sempre grande fan di Bieber nonché di questo genere musicale, che producesse un singolo di questo tipo ,era forse anche prevedibile.
Ovviamente è anche il Jungkook che conosciamo noi, quello che scrive capolavori, quindi sono certa che l’Album ci renderà più che felici e renderà giustizia al suo immenso talento.
P.s. Ah sì,in “SEVEN” c’è anche Latto. Talmente anonima e banale da averla rimossa.Comunque si, c’è anche lei.
Ariel

